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la società contemporanea / Tecniche del malgoverno: il caso Campania

Presentazione

Gerardo Ragone
p. 3-4

Testo integrale

1Esattamente come per qualunque altra regione italiana, anche riguardo alla Campania esistono pregevoli studi sulla sua storia politico-amministrativa, studi spesso diversi sia sotto il profilo teorico sia dal punto di vista metodologico, che offrono comunque al lettore la possibilità di formarsi un’idea sulle vicende che hanno caratterizzato la vita di un territorio, della sua popolazione e delle sue classi dirigenti. Ma raccontare quello che è accaduto a Napoli ed in Campania dal 1993 ad oggi è assai più complesso, perché in questo lungo periodo la regione è stata oggetto di un vero e proprio esperimento politico, caratterizzato da forti contraddizioni e da non poche anomalie e del quale solo negli ultimi anni è apparso con chiarezza il disegno complessivo. Questo esperimento è stato quello del così detto “partito personale”, fenomeno che, come è noto, nasce nella società nordamericana intorno agli anni settanta, si manifesta successivamente, anche se in forme diverse, nei paesi europei, si materializza nell’esperienza italiana del partito di Berlusconi, ma che quando approda in Campania, con l’amministrazione di centro-sinistra eletta nel 1993 prima al governo del capoluogo e successivamente al governo regionale, assume contorni originali e per molti aspetti, come si cercherà di mostrare in questo lavoro, inquietanti.

2In che consiste l’originalità di questa versione campana del fenomeno della personalizzazione della politica? Consiste nella trasformazione del “partito personale” in “partito-padrone”. Mentre infatti, nelle sue espressioni originali, l’idea della personalizzazione della politica è stata generalmente intesa come rafforzamento dei rapporti diretti tra il leader e gli elettori, quindi come un nuovo strumento per il funzionamento della democrazia, nella versione partenopea questa idea viene spinta molto avanti, delineando quasi il modello del “regime”. La sola differenza è che mentre nelle forme tipicamente autoritarie di regime scompaiono le istituzioni democratiche e rappresentative, nel partito personale in salsa partenopea queste istituzioni sopravvivono, ma in una condizione di puro asservimento e strumentalizzazione, rispetto al potere concentrato nelle mani del leader. I cittadini hanno così la sensazione di “partecipare”, cioè di vivere in uno stato democratico, senza accorgersi che, in realtà, i loro destini sono ormai nelle mani di un gruppo ristretto di individui. Un “regime occulto”, insomma, la cui autentica natura, operando informalmente all’interno di una cornice democratica, sfugge alla percezione dei cittadini. In questo modo la classe politica dirigente della Campania è riuscita per circa venti anni a governare con il massimo di consenso e con il minimo di democrazia.

3Ecco perché la vicenda campana, che inizia nel lontano 1993, appare ancora oggi difficilmente comprensibile, soprattutto a coloro che la osservano dall’esterno. Se, infatti, si prescinde dalla questione del “partito personale” e della sua variante partenopea, che si è qui cercato di sintetizzare, riesce assai difficile capire come mai, ad esempio, scelte di governo locale, rivelatesi poi semplicemente disastrose, siano state tranquillamente portate a termine senza alcuna opposizione, oppure comprendere l’anomalia di una popolazione che, per quasi venti anni, continua a premiare elettoralmente un leader e la sua classe dirigente, nonostante essi accumulino “perdite” anno dopo anno.

4Nel tentativo perciò di ricostruire e raccontare la storia di una esperienza politico amministrativa, che sicuramente non ha precedenti nel nostro paese, si è ritenuto che la migliore soluzione possibile fosse quella di metterne in luce gli aspetti più direttamente connessi con la questione del “partito personale”, che sono sostanzialmente quello delle strategie di immagine e quello dei rapporti tra politica e criminalità organizzata.

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Per citare questo articolo

Notizia bibliografica

Gerardo Ragone, «Presentazione»Quaderni di Sociologia, 50 | 2009, 3-4.

Notizia bibliografica digitale

Gerardo Ragone, «Presentazione»Quaderni di Sociologia [Online], 50 | 2009, online dal 30 novembre 2015, consultato il 15 juin 2024. URL: http://0-journals-openedition-org.catalogue.libraries.london.ac.uk/qds/755; DOI: https://0-doi-org.catalogue.libraries.london.ac.uk/10.4000/qds.755

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Gerardo Ragone

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