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recensioni

Stefano Tomelleri, Il capro espiatorio. L’uso strategico della violenza

Uliano Conti
p. 152-154
Notizia bibliografica:

Stefano Tomelleri, Il capro espiatorio. L’uso strategico della violenza, Milano, Utet, 2023, pp. 126.

Testo integrale

1La teoria del desiderio di René Girard collega desiderio umano, violenza e sacro: il desiderio (di possesso, di potere, di beni, di conoscenza, ecc.) è considerato da Girard come pulsione, come tensione propria dell’essere umano. Il desiderio è mimetico, rivalitario. Due desideri si imitano l’uno con l’altro. Con riferimento agli ultimi lavori di René Girard, il libro di Stefano Tomelleri apre spazi per una riflessione epistemologica e scientifica di ampio respiro. La sociologia e la psicologia hanno bisogno di una nuova linfa vitale, di un nuovo linguaggio che permetta di analizzare le trasformazioni sociali e antropologiche in atto. Tali considerazioni possono essere lette all’inizio del volume, in una preziosa conversazione tra Tomelleri e Girard, tra allievo e Maestro (Tomelleri, 2023, pp. 19-25).

2Il primo capitolo considera l’uso strategico della violenza. Il libro presenta la teoria del capro espiatorio e «assume la violenza a categoria originale della teoria sociale» (p. 4), evitando così di parcellizzare e balcanizzare la concezione della violenza ad ambiti specialistici come la criminologia.

3La violenza è intesa come «categoria analitica che implica una ricerca fenomenologica sul rapporto tra la violenza, come forma elementare dell’agire sociale, e i fondamenti della cultura e della società umane» (p. 4). Da questa prospettiva, il libro presenta le tendenze interpretative della violenza e del sacrificio. Dalla scuola sociologica francese di Durkheim, agli studi fenomenologici di Söderblom e al filone di studi di Freud e di Girard. Attraverso l’analisi della pratica del sacrificio nei gruppi umani arcaici, il testo conduce il lettore verso una lettura critica dei principali concetti sociologici, come quello di comunità di Tönnies, di sistema sociale di Parsons, di anomia di Durkheim e di stigma di Goffman, illuminati alla luce della proposta girardiana.

4Il secondo capitolo considera l’uso strategico della violenza, grazie alla capacità di alcuni attori di diffondere la paura e di indirizzarla verso target specifici. Propone il tema della paura nella società contemporanea. Grazie al riferimento ad autori come Glassner (1999), Tomelleri analizza la costruzione sociale della paura, arma utile per fomentare e indirizzare il risentimento verso nuovi capri espiatori, come i migranti. Grazie anche al richiamo a Bauman (2012), l’autore fa sorgere interrogativi inquietanti sull’utilizzo strategico della paura da parte del potere, dei partiti, dei governi e sulle strategie per garantire il consenso. Individuare consapevolmente e strategicamente gruppi sociali come colpevoli dei problemi ha esiti drammatici. Riprendendo (p. 39) la teoria di Francesco Alberoni (1977) il rischio è quello di vivere in un perpetuo stato nascente persecutorio.

5Il terzo capitolo considera l’uso strategico della violenza da parte di attori come governi e istituzioni. Il caso di studio sul vittimismo di Donald Trump si delinea come campo di applicazione delle teorie e dei concetti proposti nei primi due capitoli. Grazie ai riferimenti a studiosi come Charles Wright Mills (1995) e a Norbert Elias (1990) Tomelleri analizza la società neoliberista americana dagli anni Ottanta e il bisogno emergente di leader narcisisti. Trump rappresenta, in tal senso, un caso di studio emblematico (pp. 59-63). Egli fonda il suo discorso politico sulla ricerca del nemico, di volta in volta individuato nei migranti messicani, nei cinesi, colpevoli dei problemi americani. Allo stesso tempo, si rappresenta come vittima, degli oppositori, dei giudici, di complotti e macchinazioni dell’establishment. Trump si finge una vittima e si serve del meccanismo del capro espiatorio per fini partitici e propagandistici. Celebra sé stesso come vittima e pratica il vittimismo come strategia politica. L’esito della strategia trumpiana si è visto nel 2021 nell’assalto a Capitol Hill, un epilogo (p. 69) triste e grottesco.

6Il quarto capitolo considera l’uso strategico della violenza da parte di attori che in modo osceno e mostruoso si autoescludono dalla società mainstream. Dall’esito grottesco di Trump Tomelleri passa (p. 73) a trattare il “mostruoso” e il “ridicolo” della società (p. 73). Infatti, il capitolo IV è dedicato all’estetica trash e splatter celebrata in occasioni come l’Obscene Extreme Festival, dove si esibiscono band musicali horror hardcore. Tale estetica è fatta di elementi come il sangue, il fango, le armi da taglio, la rappresentazione di finte flagellazioni, «l’ostentazione di una diversità estrema, di una compiaciuta mostruosità» (p. 85). L’interpretazione dell’autore coglie l’ambivalenza del caso di studio: questa estetica oscena è, allo stesso tempo, un’affermazione di lontananza, di separazione, di autonomia dalla società mainstream e l’espressione di un «sentimento collettivo di vittimizzazione», che però deve essere caricaturale per attirare l’attenzione, attrarre la percezione degli altri. La celebrazione del trash e dell’osceno è interpretata dall’autore come occasione sacrificale contemporanea, come un vittimismo caricaturale che è segno della necessità di attenzione degli altri, della richiesta di aiuto a fronte di un’incapacità di trovare significati esistenziali pregnanti.

7Il quinto capitolo considera l’uso strategico della violenza nel gioco e nella simulazione, in modo positivo, per acquisire consapevolezza delle dinamiche di gruppo. Tomelleri continua ad analizzare le tematiche della diversità e della mostruosità, ma attraverso il gioco di ruolo e simulazione A patti con gli zombi. Gli zombi (p. 95) sono «una rappresentazione drammatica e plastica del capro espiatorio, perché sono incoscienti, privi di sensibilità, orrendi a vedersi, li si annienta senza nessuna pietà e anzi: l’atto di annientarli riattiva la solidarietà tra gli esseri viventi». Nel V capitolo l’autore presenta il gioco e le istruzioni per coloro che vogliono praticarlo. Le soluzioni finali del gioco (trovare una cura, isolare gli zombi, sterminare gli zombi) dipendono dalle interazioni e dalle dinamiche che si sviluppano tra i partecipanti. Il gioco permette di capire come e perché gruppi di persone decidono di agire contro un obiettivo comune.

8Nelle conclusioni (p. 111) Tomelleri mette in evidenza, riprendendo le argomentazioni del libro, la contraddittorietà e i paradossi del desiderio mimetico e della violenza. Nella società contemporanea l’uso strategico della violenza persecutoria impone l’urgenza di tre riflessioni. «La prima riguarda la necessità di trovare una soluzione alle crisi sociali che non ricorra di nuovo al capro espiatorio» (p. 114). Le crisi attuali, infatti, non si risolvono più nella ritrovata unità grazie all’individuazione di capri espiatori, ma si traducono in ricerche perenni del nemico, fini a sé stesse. «La seconda riguarda l’evoluzione del capro espiatorio» (p. 114). Si affermano attori sociali e politici vittimisti, come Trump, in grado di utilizzare a proprio vantaggio, ma senza saper prevedere le conseguenze, il meccanismo del capro espiatorio. La terza «mette a tema una possibile strategia alternativa alla violenza mimetica» (p. 115). I giochi sociologici permettono di riflettere sulla nostra stessa violenza, su come ci comporteremmo contro un obiettivo da colpire.

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Bibliografia

Alberoni F. (1977), Movimento e Istituzione, Bologna, il Mulino.

Bauman Z. (2012), Modernità liquida, Roma-Bari, Laterza.

Deleuze G., Guattari F. (1972), L’anti-Edipe, Paris, Editions de minuit.

Dumouchel P., Dupuy J.P. (1979), L’enfer des choses: René Girard et la logique de l’économie, Paris, Seuil.

Dumouchel P., Dupuy J.P. (1983), L’auto organisation de la physique au politique: colloque de Cerisy, Paris, Seuil.

Elias N. (1990), La società degli individui, Bologna, il Mulino.

Glassner B. (1999), The Culture of Fear: Why Americans Are Afraid of the Wrong Things, New York, Basic Books.

Magatti M. (2009), Libertà immaginaria. Le illusioni del capitalismo tecno-nichilista, Milano, Feltrinelli.

Mills C.W. (1995), L’immaginazione sociologica, Milano, il Saggiatore.

Tomelleri S. (1999), René Girard. La matrice sociale della violenza, Milano, FrancoAngeli.

Tomelleri S. (2015), Ressentiment: Reflection on Mimetic Desire and Society, East Lansing, Michigan University Press.

Tomelleri S. (2016), Il risentimento e il desiderio mimetico. A partire da René Girard, «Ataque», 19, pp. 105-124.

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Per citare questo articolo

Notizia bibliografica

Uliano Conti, «Stefano Tomelleri, Il capro espiatorio. L’uso strategico della violenza»Quaderni di Sociologia, 91 - LXVII | 2023, 152-154.

Notizia bibliografica digitale

Uliano Conti, «Stefano Tomelleri, Il capro espiatorio. L’uso strategico della violenza»Quaderni di Sociologia [Online], 91 - LXVII | 2023, online dal 01 avril 2024, consultato il 20 juin 2024. URL: http://0-journals-openedition-org.catalogue.libraries.london.ac.uk/qds/6858; DOI: https://0-doi-org.catalogue.libraries.london.ac.uk/10.4000/qds.6858

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Autore

Uliano Conti

Dipartimento di Filosofia, Scienze Sociali, Umane e della Formazione - Università degli Studi di Perugia

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