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HomeNumeri91 - LXVIIGianfranco Poggi (1934-2023)

Testo integrale

1Con la scomparsa di Gianfranco Poggi il 13 luglio 2023, ci lascia uno degli studiosi che negli ultimi cinquant’anni hanno maggiormente contribuito all’interpretazione dei classici della sociologia e allo sviluppo della sociologia politica. Dopo la laurea in giurisprudenza nel 1956 presso l’Università di Padova, Poggi si trasferì per alcuni anni negli Stati Uniti, dove nel 1963 ottenne il dottorato in Sociologia presso l’Università della California (Berkeley) con una tesi sull’Azione Cattolica – poi pubblicata nel volume Catholic Action in Italy: The Sociology of a Sponsored Organization (Stanford University Press, 1967). Nel frattempo, era stato assistente di ricerca del noto sociologo della politica Joseph La Palombara, per un’indagine sui gruppi di pressione nella politica italiana, mentre dal 1961 al 1964 fu assistente per la cattedra di sociologia di Camillo Pellizzi presso l’Università di Firenze.

2Poggi ricordava spesso con entusiasmo la svolta impressa alla sua carriera dal successivo trasferimento all’Università di Edimburgo, dove, forte della sintonia sperimentata con la figura di Tom Burns, risiedette tra il 1964 e il 1988. Furono gli anni in cui si andava profilando la crescente sensibilità di Poggi verso gli studi sui classici del pensiero sociologico, cui contribuì anzitutto con Immagini della società: saggi sulle teorie sociologiche di Tocqueville, Marx e Durkheim (1973, il Mulino [ed. inglese 1972]), con Marx: antologia degli scritti sociologici (1977, il Mulino) e, infine, con Calvinismo e spirito del capitalismo: contesti della tesi di Weber (1984, il Mulino [ed. inglese 1983]). Non solo: Poggi iniziò a cimentarsi in maniera sempre più approfondita con la sociologia politica, in particolare con la sociologia dello Stato. Fu ancora negli anni di Edimburgo che pubblicò infatti uno dei suoi lavori più noti, La vicenda dello Stato moderno: profilo sociologico (1978, il Mulino [ed. inglese 1978]), che da allora ha reso Poggi uno studioso imprescindibile nella ricerca sociologica sull’origine e sull’evoluzione dello Stato moderno.

3Esattamente nel 1988, l’anno in cui si trasferì dall’Università di Edimburgo a quella della Virginia, Poggi dedicò una delle sue numerose recensioni (oltre sessanta pubblicate nel corso della sua carriera) ad un’opera che, insieme al contributo fondamentale di Max Weber sul potere sociale, resterà per Poggi un punto di riferimento costante: la Fenomenologia del potere di Heinrich Popitz (professore all’università di Friburgo), originariamente apparsa in tedesco nel 1986; un’opera per la quale Poggi scriverà l’introduzione all’edizione italiana (1990, il Mulino) e che poi tradurrà interamente dal tedesco per l’edizione inglese (2017, Columbia University Press). Il duplice riferimento a Weber e a Popitz, e la combinazione del loro contributo, emergono con chiarezza in un lavoro centrale della produzione scientifica di Poggi, il volume Lo Stato: natura, sviluppo, prospettive (1992, il Mulino [ed. inglese 1990]).

4Da un lato, dunque, Weber, sulle cui spalle Poggi – avvalendosi peraltro anche dell’analisi di Norberto Bobbio – articola la tripartizione del potere sociale delineando, attraverso una comparazione col potere economico e col potere normativo, la specificità del potere politico, in quanto fa capo, direttamente o indirettamente, alla violenza e alla coazione (Lo Stato, capp. 1, 2). Ma questo non poteva bastare per l’esame delle forme concrete, storicamente date, del potere politico. Come si evince infatti dalla lezione di Weber, andavano altresì prese in considerazione le forme di legittimità del comando che, di fatto, rendono più efficace e meno oneroso l’esercizio del potere. Di questa lezione Poggi tiene ampiamente conto, allorché segue con precisione l’evoluzione dello Stato liberal-democratico sino alle fasi più recenti del XX secolo (Lo Stato, capp. 7, 8).

5Dall’altro lato, come dicevamo, vi è il contributo di Popitz, che offre a Poggi ulteriori e significativi strumenti analitici per esaminare il consolidamento dello Stato moderno: consolidamento che viene interpretato come l’attuarsi di un processo più generale, teorizzato e indicato da Popitz come istituzionalizzazione del potere politico (Lo Stato, capp. 1, 2). Si tratta di un processo che comprende tre aspetti fondamentali. Anzitutto, la spersonalizzazione dei rapporti di potere, per la quale lo Stato assume i contorni di un’organizzazione caratterizzata da posizioni che trascendono coloro che le occupano di volta in volta (si pensi in particolare all’apparato burocratico, esaminato da Poggi anche nel più recente volume La burocrazia: natura e patologie (2013, Laterza). In secondo luogo, la formalizzazione dell’esercizio del potere, in base alla quale l’azione di ogni singolo ufficio nella macchina dello Stato viene soggetta ad una crescente standardizzazione tramite norme giuridiche. Infine, l’integrazione del potere politico incarnato nello Stato entro una totalità più ampia, cui si assiste nel caso dell’intreccio tra lo Stato e la definizione di un’identità nazionale, tra lo Stato e le forme democratiche di legittimazione, ma ancora tra lo Stato e il progressivo riconoscimento delle prerogative individuali alla base della cittadinanza. L’importanza del lavoro di Poggi si nota, tra l’altro, nell’attenzione con cui l’autore ricostruisce i processi storici che, a partire dall’Europa medievale, hanno condotto ad un progressivo e sempre più avanzato grado di istituzionalizzazione del potere politico, quale si registra per l’appunto nello Stato moderno (Lo Stato, capp. 3, 4).

6Ma, come sempre, l’attività di ricerca di Poggi continuava anche in quegli anni a seguire il binario parallelo degli studi di storia del pensiero sociologico, come si vede bene, ad esempio, nel caso del volume Denaro e modernità: la “Filosofia del denaro” di Georg Simmel (1998, il Mulino [ed. inglese 1993]). Nato, come molti altri suoi testi, dalle lezioni dei suoi corsi universitari, questo libro costituisce ancora oggi un modello invidiabile di esegesi della teoria sociologica classica, in grado di guidarci in modo rigoroso e chiaro attraverso la complessa articolazione dell’analisi simmeliana. Questo libro è uno strumento didattico fondamentale (che anche chi scrive ha avuto modo di sperimentare in tal senso nei propri corsi) non solo per apprezzare la specificità di Simmel rispetto al clima intellettuale tedesco dominante tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, ma anche per distillare dalla sua opera un quadro interpretativo utile a cogliere in modo sistematico alcuni dei tratti principali della società moderna (su cui ha ovviamente un impatto decisivo l’economia monetaria) – un quadro che Poggi ricostruisce in modo efficace in particolare nella seconda parte di Denaro e modernità (capp. 6, 7).

7Nel 1995 si concludeva anche l’esperienza presso l’Università della Virginia, dove a Poggi verrà riconosciuto il titolo di professore emerito. Tra il 1996 e il 2002, si stabilì allora presso l’European University Institute di Firenze. Sono gli anni in cui Poggi sistematizza ulteriormente la sua analisi del potere sociale e, in particolare, la concettualizzazione del potere politico, economico e normativo e delle interazioni tra queste forme. Ciò sfocerà anzitutto in uno libro tanto agile quanto efficace e concettualmente rigoroso, Il gioco dei poteri (1998, il Mulino), e ancor più nel volume Forms of Power (2001, Polity Press), in cui, tra le altre cose, Poggi difende la sua tripartizione delle forme di potere nel confronto col famoso sociologo della politica Michael Mann, autore della monumentale opera in quattro volumi intitolata The Sources of Social Power (1986-2013, Cambridge University Press) – riguardo a questa disputa si veda, di Poggi, anche Varieties of Political Experience: Power Phenomena in Modern Society (2014, Ecpr Press, in particolare cap. 3).

8La fase conclusiva della carriera di Poggi si svolse presso la Facoltà di Sociologia di Trento tra il 2002 e il 2008, dove tenne regolarmente, e coe-rentemente coi suoi interessi, un corso di storia del pensiero sociologico e un corso di sociologia politica. Oltre ad ulteriori contributi destinati a raccolte di saggi e varie voci enciclopediche sulla storia della sociologia e sulla sociologia del potere e dello Stato, a questi anni risalgono ad esempio le monografie Émile Durkheim (2003, il Mulino [ed. inglese 2000]), Incontro con Max Weber (2004, il Mulino [ed. inglese 2006]) e una serie di affreschi dedicati alle figure di Marx, Durkheim, Weber e Simmel pubblicati nel volume Incontri col pensiero sociologico (in aggiunta ad ulteriori saggi di Giuseppe Sciortino) (2008, il Mulino [ed. inglese 2011]).

9Non si contano in questa straordinaria carriera i riconoscimenti, ad esempio, con inviti e soggiorni presso alcune tra le maggiori istituzioni accademiche internazionali: tra queste, il Center of Advanced Study in the Behavioral Sciences di Stanford (1989-1990), il Wissenschaftskolleg di Berlino (1993-1994) oppure il Max Weber Gastprofessur di Heidelberg (1995). Generazioni di studenti hanno potuto apprezzare la dedizione profusa da Poggi nelle sue lezioni, mentre coloro che hanno avuto la fortuna di averlo come collega (come chi scrive) hanno sempre avvertito il suo genuino interesse verso il lavoro degli altri (a prescindere dalla loro posizione nella gerarchia accademica). Prodigo oltre ogni aspettativa di consigli e osservazioni critiche, Gianfranco è stato un maestro prezioso ed uno studioso esemplare soprattutto per il rigore concettuale delle sue analisi – peraltro con quell’onestà intellettuale e una ricorrente autoironia che emergevano dalle sue argomentazioni e dalle conversazioni con lui.

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Per citare questo articolo

Notizia bibliografica

Domenico Tosini, «Gianfranco Poggi (1934-2023)»Quaderni di Sociologia, 91 - LXVII | 2023, 3-6.

Notizia bibliografica digitale

Domenico Tosini, «Gianfranco Poggi (1934-2023)»Quaderni di Sociologia [Online], 91 - LXVII | 2023, online dal 01 avril 2024, consultato il 20 juin 2024. URL: http://0-journals-openedition-org.catalogue.libraries.london.ac.uk/qds/6748; DOI: https://0-doi-org.catalogue.libraries.london.ac.uk/10.4000/qds.6748

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Autore

Domenico Tosini

Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale - Università di Trento

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