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la società italiana/Sistemi formativi ed effetti reali della formazione

Presentazione

p. 3-4

Testo integrale

1La scuola italiana, come molte altre realtà istituzionali, è di questi tempi al centro di un fitto dibattito e di molte tensioni che riflettono più ampie istanze sociali. Il nostro paese vive in questi anni una nuova stagione sociale e politica, pur dagli esiti ambivalenti e incerti. Da un lato si allarga l’esigenza di una riconversione culturale e organizzativa della società italiana, senza la quale essa pare destinata ad un inarrestabile processo di declassamento; dall’altro lato il processo di rinnovamento risulta assai complesso, a fronte dei molti condizionamenti che gravano sul sistema sociale e del deficit di razionalità che ha caratterizzato il modello di sviluppo.

2La scuola riflette questa situazione ambivalente. Così essa è attraversata da sussulti di innovazione che si traducono nella ripresa del dibattito sull’efficienza e sulla produttività del sistema scolastico, nella rinnovata volontà di attuare riforme continuamente promesse e disattese, nell’orientamento a dar maggior autonomia e libertà decisionale alle singole unità scolastiche, nell’esigenza di delineare ruoli direttivi caratterizzati da maggior responsabilità e managerialità, nell’urgenza di affrontare la crisi di identificazione e di motivazione del corpo insegnante, ecc. Ma molte di queste istanze risultano velleitarie se non si procede ad una coraggiosa ridefinizione dei compiti e delle modalità di funzionamento di detta istituzione.

3Il presente dossier dei Quaderni di Sociologia intende offrire un contributo non convenzionale nell’analisi di nodi strutturali e culturali che condizionano il sistema scolastico italiano e nell’individuare alcune condizioni che permettano alla scuola di contribuire al processo di modernizzazione del paese.

4Molte analisi sulla scuola non hanno superato il limite della convenzionalità, sia perché non hanno fatto altro che allungare la lista delle lamentele sia perché hanno individuato nella scuola le radici dei mali della società. Un primo modo per ripensare la scuola è quindi di ritenere che essa rispecchi i più ampi rapporti sociali e partecipi del livello di modernizzazione e di coscienza pubblica raggiunto dal paese; e di riportare la scuola alle sue limitate anche se specifiche responsabilità.

5Tra le responsabilità che molti imputano alla scuola vi è il fatto che essa non è in grado di garantire l’uguaglianza delle opportunità educative, che tende a conservare o ad ampliare - più che a ridurre - le differenze di capitale culturale tra quanti vi accedono. Di qui le ricorrenti accuse di malfunzionamento ad una scuola - e particolarmente a quella italiana - caratterizzata da elevati livelli di dispersione, che non garantisce la regolarità dei curricula, che preclude di fatto possibilità. Tra i contributi di questo dossier sulla scuola si fa strada l’idea che alcuni limiti della scuola (soprattutto in Italia) derivino proprio da un’assunzione acritica di un disegno egualitario. In molti casi l’uguaglianza delle opportunità educative è solo formale e la selezione scolastica si manifesta non soltanto attraverso i fenomeni delle bocciature e delle ripetenze ma anche nel consentire che molti soggetti permangano a scuola e conseguano un diploma il cui valore di certificazione risulta assai dubbio ed eterogeneo. La scuola di massa, pertanto, non produce soltanto esclusioni o espulsioni; essa può anche trattenere al proprio interno coloro che esclude. Il prevalere di un modello egualitario formale può spiegare anche molte delle contraddizioni e delle tensioni riscontrabili nel corpo insegnante.

6Guardare alla scuola in termini innovativi e non convenzionali significa anche ripensare il rapporto tra formazione e sistema economico. In questo caso si tratta anzitutto di approfondire le condizioni e le motivazioni che spingono molti giovani ad abbandonare il curriculum scolastico, a fronte di particolari opportunità occupazionali. Gli utenti della scuola secondaria superiore si presentano così come dei decisori tra le opportunità offerte dai vari mercati e mettono in concorrenza i beni e servizi proposti dalla scuola con le offerte presenti sul mercato del lavoro. Più in generale la formazione risulta un fattore sempre più strategico per lo sviluppo economico dei vari paesi, fatto questo che comporta una migliore opportunità occupazionale (e ulteriori possibilità di apprendimento) per quanti si caratterizzano per buone credenziali educative.

7Questi e altri spunti di analisi e di condizioni per cambiare costituiscono l’oggetto degli articoli di cui si compone questo dossier, che si inserisce a pieno titolo in un dibattito non ideologico sui problemi della scuola. [F. G.]

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Per citare questo articolo

Notizia bibliografica

«Presentazione»Quaderni di Sociologia, 6 | 1993, 3-4.

Notizia bibliografica digitale

«Presentazione»Quaderni di Sociologia [Online], 6 | 1993, online dal 30 novembre 2015, consultato il 27 mai 2024. URL: http://0-journals-openedition-org.catalogue.libraries.london.ac.uk/qds/5683; DOI: https://0-doi-org.catalogue.libraries.london.ac.uk/10.4000/qds.5683

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