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Recensioni

Stefania Lucamante, La felicità in differita. Generazioni e tempo nelle narrazioni di famiglia (2001-2021)

Antonella Rubinacci
p. 250-251
Notizia bibliografica:

Stefania Lucamante, La felicità in differita. Generazioni e tempo nelle narrazioni di famiglia (2001-2021), Milano-Udine, Mimesis.

Testo integrale

1Il volume di Stefania Lucamante La felicità in differita, uscito nel 2022 per la collana Scienze della Narrazione di Mimesis, offre una definitiva sistematizzazione ai risultati di una lunghissima riflessione della studiosa sulle tematiche del romanzo contemporaneo legate ai rapporti familiari e ai temi del familismo, una ricerca che, nell’arco di trent’anni, aveva trovato espressione in numerosissimi contributi e volumi, scritti in diverse lingue e paesi, ma che trova ora una sua forma organica e coesa.

2L’obiettivo dello studio di Lucamante è arrivare a individuare categorie e forme del Familienroman, non con lo scopo di offrire una tassonomizzazione di un sottogenere ibrido e dai contorni sfumati, ma per rivelare le varie articolazioni che la scrittura romanzesca può assumere nel dar voce al caleidoscopio delle relazioni familiari. Apre il volume una lunga Introduzione che definisce i termini dell’indagine di Lucamante sulla costruzione narrativa della famiglia, un nucleo che, pur nella sua estrema problematicità, è da sempre fondante della società. Due sono i poli attorno ai quali si struttura poi l’architettura del libro: la rilettura dei romanzi di due grandi autrici del Novecento, Menzogna e sortilegio di Elsa Morante e Lessico famigliare di Natalia Ginzburg, come paradigmatiche trasfigurazioni narrative delle relazioni familiari, e l’analisi delle costanti e varianti dello scrivere della famiglia negli anni Duemila attraverso l’esame di alcuni case studies, un corpus di romanzi efficacemente selezionato dalla studiosa che non esclude però continui e puntualissimi riferimenti ad altri libri, più o meno apertamente familiari, della nostra contemporaneità.

3La prima parte del libro, Il Familienroman contemporaneo italiano, ripercorre tutte le teorizzazioni sul romanzo familiare, a partire dall’originaria accezione data al termine Familienroman da Freud che per primo lo utilizza nel 1909. L’obiettivo di Lucamante è dimostrare che la rigidità della classificazione impedisce il fluire libero di un sottogenere che non è, per sua natura, incasellabile in categorie prefissate ma che va anzi valorizzato nella multiformità delle sue declinazioni. Il focus sui romanzi di Elsa Morante e Natalia Ginzburg permette di esplorare due antitetici esempi di verbalizzazione narrativa della storia familiare: per Morante la narratrice Elisa deve ammantarsi di finzione per poter parlare delle menzogne della sua famiglia, senza aperture verso il contesto sociale, per Ginzburg l’unica possibilità è il realismo con cui guardare sì a una famiglia particolare ma anche a un più ampio contesto storico comunitario. Se da un lato, dunque, la narrazione tragica di Morante si sostanzia di una prosa densa, ricercata e complessa, dall’altro Ginzburg comunica le ritualità familiari con un linguaggio lirico e senza preziosismi, affidando proprio al lessico, come repertorio condiviso di parole e immagini, la preservazione dell’esistenza di un nucleo ormai dissolto. Nello studio di Lucamante entrambe le narrazioni vengono proiettate nella contemporaneità e osservate in un’ottica nuova nel rapporto con opere successive: offrendo opposte modalità di investigare le relazioni familiari e di strutturare una narrazione che ne chiarifichi i meccanismi sotterranei, le madri letterarie consegnano alternativi pattern narrativi agli autori degli anni Zero.

4La riflessione sulle narrazioni familiari recenti trova però più completa espressione nella seconda parte del libro: Declinazioni contemporanee del familienroman fra storia personale e storia collettiva. I romanzi passati in rassegna sono: Lasciami andare, madre di Helga Schneider; Sangue giusto di Francesca Melandri; Gli anni al contrario di Nadia Terranova; La ferocia di Nicola LaGioia; Con le peggiori intenzioni di Alessandro Piperno e Leggenda privata di Michele Mari. Questi romanzi, che offrono una campionatura delle eterogenee caratteristiche tematiche e formali del romanzo familiare dei nostri giorni, hanno un aspetto comune: mettere in luce il potere di una narrazione costruita sul rapporto con la propria famiglia. Proprio la narrativizzazione degli eventi familiari, in una continua oscillazione tra storia privata e macrostoria e nelle forme di un dialogo intertestuale con la tradizione, consente di indagare il passato e riconciliarsi, come il Michele di Leggenda privata, con i suoi “mostri”. I figli riscrivono la storia della famiglia per sprofondare nei suoi traumi ed esorcizzarli; la felicità esiste dunque ma è in differita e si trova nella parola scritta perché, come dice Lucamante, “a questo punto non rimane che gettarsi nelle braccia della letteratura, ultima dea”.

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Per citare questo articolo

Notizia bibliografica

Antonella Rubinacci, «Stefania Lucamante, La felicità in differita. Generazioni e tempo nelle narrazioni di famiglia (2001-2021)»Narrativa, 45 | 2023, 250-251.

Notizia bibliografica digitale

Antonella Rubinacci, «Stefania Lucamante, La felicità in differita. Generazioni e tempo nelle narrazioni di famiglia (2001-2021)»Narrativa [Online], 45 | 2023, online dal 01 décembre 2023, consultato il 21 juin 2024. URL: http://0-journals-openedition-org.catalogue.libraries.london.ac.uk/narrativa/2896; DOI: https://0-doi-org.catalogue.libraries.london.ac.uk/10.4000/narrativa.2896

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Solamente il testo è utilizzabile con licenza CC BY 4.0. Salvo diversa indicazione, per tutti agli altri elementi (illustrazioni, allegati importati) la copia non è autorizzata ("Tutti i diritti riservati").

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