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Comptes rendus

Aldo Palazzeschi, Mario Picchi, Carteggio 1949-1970, a cura di Anna Grazia D’Oria

Roma, Edizioni di storia e letteratura – Università degli Studi di Firenze, 2021, 212 pages
Antonio Resta
p. 415-417
Référence(s) :

Aldo Palazzeschi, Mario Picchi, Carteggio 1949-1970, a cura di Anna Grazia D’Oria, Roma, Edizioni di storia e letteratura – Università degli Studi di Firenze, 2021, 212 pages

Texte intégral

1Il carteggio tra Aldo Palazzeschi e Mario Picchi si aggiunge come decimo ai precedenti, che sono apparsi nella collana Carte Palazzeschi e insieme danno non solo il ritratto parlante dei protagonisti, ma forniscono anche una messe assai notevole di notizie su autori, movimenti, libri, episodi inediti o poco noti della vita culturale del Novecento. Fondamentale, in questa prospettiva, il carteggio, in quattro volumi, con Marino Moretti. Quel che distingue tuttavia il carteggio con Picchi (opportunamente corredato di un Indice dei nomi e delle opere e impreziosito di un gruppo di fotografie, pubbliche e private, che sembrano restituire il clima di una civiltà letteraria che non esiste più) è che il rapporto non è più con un coetaneo, ma con un autore molto più giovane, essendo nato Palazzeschi nel 1885 e Picchi nel 1927. Anna Grazia D’Oria, che è stata in rapporto con i due corrispondenti e li ha incontrati più volte, ha sobriamente ma puntualmente annotato le lettere e cartoline (quelle indirizzate a Picchi si trovano nella Biblioteca Cantonale di Lugano, per volontà testamentaria dello stesso Picchi; quelle indirizzate a Palazzeschi nel Fondo Palazzeschi presso il Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Firenze), come ci si aspetta in pubblicazioni del genere, e insieme ha ricostruito la storia di un’amicizia che durerà inalterata sino alla fine, tanto che in Appendice è riportato anche il mannello di lettere che costituiscono la corrispondenza, dopo la morte di Palazzeschi, con la sua domestica, Margherita (Plebe Bellocchio), e insieme sono riprodotti gli scritti di Picchi su Palazzeschi, apparsi per lo più su riviste prestigiose come Belfagor e L’Espresso. Cominciato nel 1949, il carteggio finisce nel 1970, quando Palazzeschi rinuncia definitivamente ai soggiorni veneziani; ma non per questo viene meno la frequentazione con le visite settimanali di Picchi a casa dello scrittore-maestro, che si spegnerà nel 1974, mentre Picchi verrà a mancare nel 1996. È un incontro straordinariamente simpatetico e affettuoso tra due esponenti di generazioni diverse, accomunati dalla passione per la letteratura e da uno sguardo disincantato e ironico su persone e situazioni.

2« Quattro grandi temi sono presenti nella corrispondenza: la scrittura e il contesto ad essa legato (autori, libri, premi letterari); l’amicizia (Gino Brosio, Marino Moretti, Pietro Paolo Trompeo, don Giuseppe De Luca); la vecchiaia con tutti i problemi che comporta; le città in cui Palazzeschi soggiorna e che ha nel cuore (Firenze, Roma, Parigi, Venezia) » (p. X-XI), sintetizza con efficacia Anna Grazia D’Oria nell’introduzione. E in effetti all’inizio c’è la cartolina di Palazzeschi da Venezia, amata per la sua luminosità e vivacità, del 5 settembre 1949, che presuppone già una avviata conoscenza e lascia trasparire un clima di cordialità tra uno scrittore affermato e autorevole e un giovane ammiratore, a cura del quale il 13 novembre 1949 appare su La Fiera Letteraria la prima intervista a Palazzeschi, Sono nato poeta, muoio prosatore. Nel settembre del 1950 è proprio Palazzeschi a guidare Picchi a Venezia, dopo avergli procurato una camera a prezzo conveniente; e allo stesso modo si comporta nel luglio 1955 per Picchi e la moglie, cui dà persino consigli su come spendere meno per il cibo. Nel 1967 sarà invece Picchi ad accompagnare, come un figlio, il più che ottantenne Palazzeschi a Venezia. Nel luglio 1952 Palazzeschi riprende dopo oltre venti anni i soggiorni a Parigi, e di qui propone a Picchi di fargli da guida pure per questa città. La corrispondenza segue gli spostamenti di Palazzeschi anche tra Firenze, ricca per lui di memorie, e Roma, dov’è la sua « tana », il rifugio cui far piacevolmente ritorno. Più limitati sono i viaggi di Picchi, per vacanze, incontri, studi e conferenze (Russia nel 1963, Salisburgo nel 1966, Stati Uniti l’anno successivo), da cui non manca di mandare almeno un saluto al vecchio amico.

3Quanto alle amicizie, c’è la partecipazione paterna di Palazzeschi per il matrimonio di Picchi nell’ottobre 1954 con Maria Domenica (Mimma) Recchia, celebrato da don Giuseppe De Luca, unico matrimonio da lui celebrato, e per la nascita dei figli negli anni che seguono. E c’è anche il dolore per la malattia e la scomparsa di familiari e amici di lunga data: il padre di Picchi nel 1955, Pietro Paolo Trompeo nel 1958, don Giuseppe De Luca nel 1962, Gino Brosio (cugino dell’ambasciatore Manlio Brosio) nel 1968. Il carteggio documenta appunto le apprensioni per la salute di questi amici e lo sgomento e il senso di vuoto che essi lasciano con la loro scomparsa.

4Ma quelli tra il 1950 e il 1974 sono anche anni di intenso lavoro. Palazzeschi, poeta e narratore di riconosciuto valore, sistema alcune sue opere per Mondadori e altre ne pubblica dallo stile originale e sorprendente, come il libro di racconti Il buffo integrale (1966), le prose autobiografiche Il piacere della memoria (1964), e i romanzi Roma (1953), Il Doge (1967), Stefanino (1969), insieme con le raccolte di poesia Schizzi italofrancesi (1966), Cuor mio (1968) e Via delle cento stelle (1972). Redattore della rivista La Fiera Letteraria dal 1949 al 1956, responsabile (insieme con un altro personaggio d’eccezione, Giovanni Giudici) dei servizi culturali presso l’Ufficio informazioni degli Stati Uniti in Italia, incarico che lascerà solo nel 1970 per entrare nella redazione cultura del settimanale L’Espresso, Picchi cerca di inserirsi nel difficile mondo della letteratura. Accanto all’attività di traduttore (pubblica nel 1958, presso l’editore Casini, la traduzione di sei romanzi di Maupassant, ma finirà per tradurre tutto Maupassant, I miserabili di Victor Hugo e libri di altri autori), egli persegue nello stesso tempo la strada della scrittura creativa. Nel 1960 esce da Lerici il volume di racconti Roma di giorno, che concorre al Premio Strega (si piazzerà quinto: un successo inaspettato e “scandaloso” per uno scrittore esordiente e sconosciuto). Le lettere che si scambiano i due corrispondenti a proposito di quel premio e dei retroscena che lo vivificano sono tra le più divertite e disilluse che si incontrino nel carteggio; ma non molto diversamente avviene con il Premio Viareggio. A quel primo libro seguono nel 1964 il romanzo Il muro torto, presso Einaudi, presentato da Calvino, su indicazione di Palazzeschi, e Storia di una notte, un volume di racconti pubblicato da Rizzoli nel 1968. Naturalmente non mancano, nel carteggio, notizie sui propri libri e su quelli di altri autori, con gli apprezzamenti e le riserve che le accompagnano.

5Il 1970 è un anno infelice, a causa del furto subito da Palazzeschi il 26 agosto, in cui tra le altre cose è portata via la preziosa collezione di francobolli, adunata in tantissimi anni: ed è questa perdita che più ferisce il vecchio scrittore. È anche l’anno con cui termina il carteggio, ma non finisce, come si è detto, l’amicizia: un’amicizia inossidabile e singolare, venata di protettivo affetto nel più anziano dei corrispondenti e di devota ammirazione nel più giovane, e nondimeno sempre pervasa di profondo rispetto, tanto che nessuno dei due rinuncia mai al riguardoso “lei” per il familiare “tu”.

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Pour citer cet article

Référence papier

Antonio Resta, « Aldo Palazzeschi, Mario Picchi, Carteggio 1949-1970, a cura di Anna Grazia D’Oria »Italies, 25 | 2021, 415-417.

Référence électronique

Antonio Resta, « Aldo Palazzeschi, Mario Picchi, Carteggio 1949-1970, a cura di Anna Grazia D’Oria »Italies [En ligne], 25 | 2021, mis en ligne le 04 mars 2022, consulté le 23 juin 2024. URL : http://0-journals-openedition-org.catalogue.libraries.london.ac.uk/italies/9655 ; DOI : https://0-doi-org.catalogue.libraries.london.ac.uk/10.4000/italies.9655

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Auteur

Antonio Resta

Centro Luigi Russo, Pietrasanta, Lucca

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