Navigation – Plan du site

AccueilNuméros26Permanences dialectales et potent...Italiano e friulano nel rap « nat...

Permanences dialectales et potentialités artistiques contemporaines

Italiano e friulano nel rap « naturalista » a vocazione universalizzante di Doro Gjat

Tensioni, compromessi e aggiustamenti
Michela Toppano
p. 143-164

Résumés

Cet article aborde la question du plurilinguisme dans la création artistique italienne contemporaine au travers du cas de Doro Gjat (Luca Dorotea), un chanteur de hip-hop, originaire du Frioul-Vénétie Julienne, qui chante essentiellement en italien, tout en ayant recours au frioulan et à l’anglais. À partir de différents perspectives méthodologiques (approche biographique, analyse textuelle et sociolinguistique, sociologie des professions artistiques), nous montrerons que l’italien et le frioulan sont employés de façon complémentaire dans la mesure où les idiomes servent à exprimer une « frioulanité » présentée comme le symbole d’une condition universelle. Ce rapport spécifique entre les deux langues apparaît ainsi comme le résultat de négociations et d’ajustements permanents qui permettent au chanteur de parvenir à un compromis réussi entre singularité et nécessité d’être compris, entre enracinement territorial et ouverture vers l’autre et l’ailleurs, entre recherche d’un monde préservé et adhésion à la réalité contemporaine.

Haut de page

Entrées d’index

Index géographique :

Italie, Frioul

Index chronologique :

XXIe
Haut de page

Texte intégral

  • 1 Per il ruolo cruciale svolto da De André in questo senso, cf. Lorenzo Coveri, « Dialetto e canzon (...)

1Per ragioni storiche ben note – frammentazione territoriale preunitaria e tarda unificazione nazionale –, il ricorso alle lingue regionali appare come una delle manifestazioni del plurilinguismo più caratteristiche della storia e della cultura italiane. Gli idiomi autoctoni sono stati legittimati dall’uso letterario che ne hanno fatto Carlo Goldoni, Giuseppe Gioachino Belli, Carlo Porta o Pier Paolo Pasolini, tanto per citare i casi più emblematici. Oggi, in Italia, non soltanto le lingue regionali sono ancora molto usate per la comunicazione quotidiana, ma nutrono anche una molteplicità di espressioni artistiche. Questa dinamica è favorita senz’altro dal fatto che il vernacolo non è più considerato automaticamente come un codice stigmatizzato e stigmatizzante, ma, al contrario, come un prezioso strumento espressivo. Questo fenomeno è ancora più evidente nell’ambito della canzone, dove la lingua regionale ha ricevuto una consacrazione definitiva grazie alla canzone d’autore neodialettale, inaugurata da Fabrizio De André nel 1984 con Crêuza de mä1. Attingerò appunto a questo filone per affrontare la questione del plurilinguismo e, più precisamente, del ruolo dell’italiano e del friulano nel progetto artistico del cantante hip-hop friulano Doro Gjat.

  • 2 Viene così chiamato in lingua regionale il friulano dagli autoctoni.
  • 3 Nelle interviste rilasciate, Doro Gjat spiega che il suo nome d’arte « Gjat » (« gatto » in friul (...)
  • 4 A fine aprile 2022, mentre scrivo, è annunciata l’uscita il 27 maggio del terzo album, Mondonuovo(...)

2Doro Gjat (nome d’arte di Luca Dorotea) è nato nel 1983 a Tolmezzo, una cittadina della Carnia, regione montagnosa del Friuli-Venezia Giulia, ai confini con l’Austria. In un primo tempo riscuote un notevole successo a livello regionale cantando rap in marilenghe (« lingua madre2 ») con il gruppo dei Carnicats, con cui pubblica un album omonimo nel 2007, poi Doro Gjat meets Zion I (2009) e Nel frattempo (2012)3. Debutta in seguito come solista con due album, Vai fradi (2015) e Orizzonti verticali (2018), in cui canta essenzialmente in italiano, con inserzioni in friulano e in inglese, e che ottengono riscontri positivi da parte della stampa nazionale. Partecipa con successo ad alcuni concorsi musicali rinomati, come Musicultura, a Macerata, dove riceve il premio della giuria Un certain regard nel 2017. Nello stesso anno ottiene una certa notorietà a livello nazionale quando viene selezionato per partecipare all’apertura del Concertone del 1o maggio a Roma e canta in duo con la cantante soul britannica Joss Stone nell’ambito del No Borders Music Festival. Dal punto di vista musicale, il suo rap è ammorbidito da una venatura pop e arricchito da innesti melodici e dall’esecuzione strumentale (il rapper è accompagnato da Elvis Fior alla batteria e dai polistrumentisti Giacomo Santini e Luca Moreale)4.

  • 5 Dal punto di vista metodologico, mi sono servita di un corpus comprendente alcune mail scambiate (...)

3Mi soffermerò sul suo caso perché offre un punto di vista privilegiato per interrogarci sulle tensioni che nascono quando un artista vuole nello stesso tempo distinguersi attraverso l’utilizzo di una lingua locale radicata in un territorio e promuovere la sua musica e il suo messaggio su una scena di respiro nazionale. Affronterò questa problematica in quattro tempi. Dopo aver analizzato la maniera in cui Doro Gjat si autorappresenta e le caratteristiche dei suoi testi, esaminerò l’influenza della sua biografia sulla scelta delle lingue, la funzione poetica dei differenti idiomi all’interno delle canzoni e infine il ruolo svolto dal friulano e dall’italiano nella carriera artistica del cantante5.

Un rapper atipico dalle ambizioni cantautoriali

  • 6 Caratteristiche che gli vengono conferite dalla ricezione. Cf. per esempio: « Non è uno di quei r (...)

4Doro Gjat si definisce come un rapper atipico e si colloca volontariamente ai margini dell’hip-hop mainstream6: rivendicazioni di questo tipo non sono certo una novità nella retorica legata a questo stile musicale, ma interessa qui descrivere la maniera personale in cui il cantante le declina.

  • 7 Intervista del 16 agosto 2021.
  • 8 Per Gnove musiche furlane si intende la musica prodotta in marilenghe a partire dagli anni Novant (...)
  • 9 Intervista del 16 agosto 2021.

5Il suo posizionamento eccentrico traspare innanzitutto dai modelli musicali: tra di essi figura certo uno dei grandi nomi del rap internazionale come 2Pac, ma Doro Gjat dichiara di identificarsi soprattutto con gruppi meno noti, come gli svedesi LoopTroop Rockers, o altri più sperimentali come gli americani Zion I7. Alle espressioni periferiche del rap straniero si sovrappone il filone locale della Gnove musiche furlane8: l’artista cita il cantautore folk e blues Lino Straulino, i DLH Posse, esponenti dell’hip-hop cosciente friulano, e il progetto Madrac, che praticava una fusione di generi diversi, dal funk all’hip-hop9.

  • 10 Per quanto riguarda il processo di « riterritorializzazione » di questo genere musicale, cf. Jann (...)
  • 11 Quest’ultimo aspetto è stato sottolineato dalla stampa specializzata, dove si può leggere che Dor (...)

6D’altra parte, il cantante cerca di distinguersi facendo coincidere la sua emarginazione non con l’appartenenza a ghetti urbani, ma con la sua provenienza dal Friuli, e più precisamente dalla Carnia, che diventa il simbolo dei margini dei margini10. Si tratta di una regione periferica dal punto di vista geografico, dell’industria musicale italiana, dell’immaginario nazionale e, per di più, completamente estranea alle realtà urbane cui si ispira la maggior parte della produzione rap. Queste radici lo inducono a stravolgere le tematiche e l’estetica abituali di questo stile musicale. Così, la figura del gangsta tatuato (Vai fradi: « Che ti aspettavi?/I rapper coi tattoo e invece c’hai i montanari ») viene sostituita con quella di un MC « figlio della roccia » (Vai fradi) e solare11. Invece di parlare di degrado metropolitano, Doro Gjat tratta di natura e di ecologia. Nella canzone Aprile, sottolinea la sua estraneità al mainstream e la volontà d’imprimere un marchio personale al genere attraverso questi nuovi motivi:

Senti il mio suono che sboccia, ha l’odore del bosco quand’è primavera,
lo senti che crepa la roccia, che scala i crinali, che pare sia edera,
re della terra su cui poggio i piedi, non copio Milano e nemmeno l’America.
[…]
Vengo dal ghetto però in senso lato, il mio ghetto quassù sono campi e cortili.
Che vengo dai margini è un fatto assodato, se non cresce un cazzo che vuoi che coltivi?

7Questo ribaltamento degli stilemi rap viene operato anche a livello iconografico. Per esempio, nel videoclip di Vai fradi non ci sono automobili lussuose e ragazze ipersessualizzate, ma piccole vetture d’epoca – come la Bianchina – cariche di giovani festanti e personaggi pittoreschi. Il rapper non vaga in un dedalo urbano, ma gironzola per le stradine d’acciottolato di un paese di montagna, mentre lo sfondo non è costituito dal cemento cittadino ma dalle montagne carniche, dal lago di Sauris e dal greto del fiume Tagliamento.

  • 12 Questo aspetto cantautorale gli viene generalmente riconosciuto. Cf., per esempio, Matteo Da Femo (...)
  • 13 Intervista del 16 agosto 2021.
  • 14 Pierluigi Cappello (1957-2017), originario di Chiusaforte, un paesino montano del Canal del Ferro (...)
  • 15 Mail dell’8 ottobre 2021.

8Inoltre, Doro Gjat sottolinea la sua differenza presentandosi come un esponente del rap-cantautorato, per cui si richiama a cantautori nazionali come De André, Battisti, Dalla, Battiato, o a quelli friulani, come il già ricordato Lino Straulino12. Per lui, il testo è una componente fondamentale, e questo genere musicale in cui, per convenzione, il tappeto musicale è subordinato alle parole, gli dà la possibilità di valorizzarlo: «le parole sono […] il mio mestiere […]. Diciamo che il rap mi ha dato la possibilità di portare tante parole in una cosa che ne aveva poche di per sé, come la musica. E allora lì ho trovato la mia strada13 ». Quest’ambizione letteraria traspare anche dai riferimenti alla poesia di Pierluigi Cappello14. Nelle canzoni sono reperibili temi comuni con quelli del poeta, in particolar modo quelli relativi alla natura: alcuni appartengono all’immaginario collettivo legato al paesaggio e al territorio friulani; altri, invece, sembrano riecheggiare più precisamente motivi elaborati dal poeta, come i leitmotiv del mese di aprile o del cielo piegati a varie funzioni simboliche. Il cantante dichiara di trovare nella poesia di Cappello un ritratto fedele dei carnici – e quindi di se stesso: « Figli di una provincia emarginata, dimenticati un po’ da tutti, fermi a guardare le ombre delle nuvole sul fondovalle cercando di immaginarci i bei posti nei quali se ne stanno andando15 ». Le intersezioni con la letteratura sono testimoniate anche dallo spettacolo Orizzonti verticali a teatro, portato in tournée nel 2019, dove Doro Gjat ha eseguito in versione acustica canzoni del suo album intercalate da letture di poesie in friulano, tra cui quelle di Pier Paolo Pasolini e, appunto, di Pierluigi Cappello. Quest’aspirazione a essere riconosciuto per le qualità letterarie dei testi è confermata anche dal tipo di istanze di consacrazione alle quali si rivolge: per esempio, nel 2016 viene selezionato con altri sette semifinalisti nell’ambito del concorso di GE X Voi (Genovaxnoi) consacrato al songwriting.

  • 16 « Una nuova forma di tradizione lirica, che non è collegata né ad altri generi pop né alla poesia (...)
  • 17 Immagine che rimanda alle sue montagne carniche. Cf. in Orizzonti verticali: « Sono nato al cospe (...)

9Anche questa tendenza cantautoriale non è una specificità dell’artista friulano. Come è stato osservato, il rap, per l’importanza che attribuisce all’aspetto verbale, ha spostato l’attenzione sulla forma del testo, inaugurando così « a new form of lyrical tradition, which is related neither to other pop genres nor to traditional poetry16 ». Tuttavia, Doro Gjat mostra un impegno tutto particolare nella scrittura, dal punto di vista sia stilistico sia contenutistico. Raramente usa gli espedienti retorici di cui abbondano i testi rap (assonanze, allitterazioni, consonanze, figure della ripetizione, paronomasie, ecc.) come semplici puntelli ritmici, ma li mette al servizio della denotatività del messaggio. Anche il ricorso a lessemi fatici, spesso impiegati come « zeppe sonore » in molte canzoni – non solo rap –, è limitato. Evidente è anche la ricerca lessicale: Doro Gjat si serve in genere di un italiano selezionato e curato, anche se aperto ad anglicismi, a scarti di registro che gli permettono di conservare il tono barricadiero della cultura hip-hop, al gergo giovanile, o alla sintassi del parlato. Numerose sono le rime perfette (interne od esterne), quelle sdrucciole (« scarico/lunatico/attico/sbiascico » in L’impasto) o dal vocalismo più raro (come quelle imperfette di « fumo/digiuno/diluvio/nessuno/plenilunio » in La pioggia ha il suo odore) che lo costringono a cercare parole poco usitate, talvolta al limite del tecnicismo (« brugola » in Naufrago del cielo o « argano » in Aprile). Lo stile è ricco di immagini piuttosto efficaci e produttive: il caso più emblematico è sicuramente la metafora ossimorica di « orizzonti verticali »17. Questa figura struttura l’album omonimo generando una serie nutrita di ramificazioni, dall’antropomorfizzazione generalizzata del cielo alle varianti dell’« orizzonte in bilico » in Blu, del cielo rovesciato in Icaro (« Il cielo sta lì capovolto », « Il cielo sta lì sottosopra ») o del cielo pendente in Orizzonti verticali (« Cielo inclinato si inverte », « cielo di ghiaia che pian piano si inclinava »).

  • 18 Mi riferisco alla distinzione operata da Berruto tra due funzioni possibili del dialetto che ritr (...)
  • 19 Cf. intervista del 16 agosto 2021.

10Anche il friulano viene trattato in un modo simile all’italiano: non è mai usato in maniera mimetica, per riprodurre l’idioma locale o i comportamenti linguistici di una certa categoria sociale, ma essenzialmente per le sue potenzialità lirico-espressive18. L’artista dichiara di usarlo innanzitutto per la sua musicalità nei ritornelli, al fine di non scadere in uno stile da canzonetta sanremese19. Quest’utilizzo si nota bene in Discolce, dove vengono ampiamente sfruttate le risorse ritmiche offerte dalle parole ossitone del friulano:

  • 20 « Lei, ti buca i fianchi come un gomito appuntito/scotta come un sasso sotto il sole di piombo/no (...)

Jêi ti sbuse i flancs come un comedon spiçot
cjalde come un clap sot dal soreli a plomb
A resisti no tu rivis
come a indurmidîti di dismot
Chei doi voi no tu ju gjavis
di ce bande tu la cjalis, tu la insumnièis vie pa gnot
A sa ben jêi cemût pontâti
e se a ti smicje i lavris no ti mancje mai di trop.

Are you, are you walking naked feet
stand still my friend, come walking next to me
Make me forget about those ugly things I’ve seen
that’s how I feel when I’m walking naked feet20.

11In questa canzone, l’accostamento tra l’idioma locale e l’inglese illustra bene l’impiego a fini estetici del friulano. Quest’ultimo viene inserito in un flusso sonoro caratterizzato da certe convenzioni (il flow, il beat, una lingua – l’inglese – associata al rap) che attira l’attenzione sulla sola funzione musicale del friulano, il quale appare come una semplice lingua straniera da apprezzare al di là del contenuto, assumendo così le stesse funzioni dell’inglese. Inoltre, agli occhi di Doro Gjat, la lingua locale svolge una funzione tonale ed evocativa, poiché serve a produrre atmosfere definite « notturne »:

  • 21 Intervista del 16 agosto 2021.

Per me è sempre stato un discorso di atmosfere […] è più la sensazione che ti evoca la lingua friulana, quando la usi nei testi, piuttosto che le parole o quello che stai descrivendo […] se io uso una parola come… mi viene in mente Licôf, il pezzo di Lino Straulino che è tratto da una poesia di Leonardo Zanier – è un poeta carnico –, « Tra il spiç dal colm e il cîl / il spiç dal peç », potrebbe voler dire niente. Però nel momento in cui adagi questo tipo di scrittura su un certo tipo di atmosfere, nordiche se vogliamo, io le definisco così, eteree, in qualche modo. Io ho poi ho una componente molto solare in una parte della mia musica. Però in un’altra parte, quella che io definisco notturna, ce l’ho di meno, che ricerca questa questo tipo di atmosfere, questo tipo di sensazione… è difficile per me da descrivere21.

12Questa dimensione « nordica » del friulano viene sottolineata anche dall’associazione con le « rune » nella canzone omonima: un’allusione che rimanda nello stesso tempo al sostrato germanico della marilenghe e al suo carattere enigmatico, che lo distingue da altre lingue regionali, altrettanto specifiche, ma più riconoscibili perché più largamente usate. Le sue canzoni sono anche caratterizzate dalla coerenza del racconto, in quanto sviluppano in maniera compatta una o due tematiche principali, evitando l’effetto di lista che spesso caratterizza molte canzoni rap.

13Inoltre, Doro Gjat affronta una grande varietà di argomenti. Una parte delle sue canzoni è dedicata alla pratica artistica stessa e alla scena hip-hop: alcune (Anche se, Nightcalls, Fame lirica) parlano dell’importanza esistenziale della musica e dell’urgenza della scrittura in maniera più intimistica; in altre il cantante si riallaccia agli egotrip del rap, per il tono più insolente (Vai fradi, Aprile) o per una certa chiassosità autoironica (Montanaro chic). Nell’album Vai fradi irrompono i temi dell’emigrazione e della provincia: Ferragosto e Zenit parlano dell’emigrazione giovanile, rispettivamente dal punto di vista di coloro che decidono di partire e di coloro che decidono di restare. In Ferragosto viene evocato il sentimento di claustrofobia della provincia:

Per chi è cresciuto in provincia non è poi strano

Voler mollare e scappare via più lontano

Perché in provincia è triste e ti manca l’aria

In provincia non c’è vita e forse non c’è mai stata.

14Merita anche di essere rilevato il trattamento riservato alla donna, che viene dipinta con delicatezza come una figura forte e pronta ad accettare le sfide, agli antipodi delle bitches di molte canzoni rap. In Discolce, per esempio, la donna decide all’improvviso di andare a vivere in una regione montagnosa, in una relazione intima con la natura suggerita metaforicamente dall’aggettivo « discolce » (« scalza »). Assimilabile a un’entità silvestre, è anche colei che permette al personaggio maschile di guardare con occhi nuovi l’universo che lo circonda, processo descritto con similitudini attinte al mondo naturale (la neve a ferragosto, la sabbia nel bosco).

  • 22 « È cresciuta con i fratelli/una vera selvaggia, ma davvero/non ascolta gli altri/scappa su qui d (...)

A e cresciude cui fradis,
cjâf di salvadi ma pardabon
jê no scolte chei altris
scjampe ca sù dut di un colp
Cumò il so spirit al cor di discolç fradi
E chel ca mi somee scontât
par jê a e nèif a feravost
o savalon tal bosc.
[…]
No mi somee a puest cul cjâf, ma inveze forsit i soi jo
chi cjali simpri li devant e mi smentei di ce chi ai intor22.

15In Ferragosto, è la ragazza che prende la decisione di emigrare, malgrado l’incertezza dell’esito e il dolore dello sradicamento:

Lei
Danza col fuoco negli occhi sotto le stelle
Così brillanti magari potesse averle
Nel silenzio sente il suono del cielo
Sembra muto e non pensa lo sia davvero
E domani è lì ai suoi piedi, disteso
È un salto nel vuoto, lei ci si butta di peso
E no non è facile è vero
Perché ci vuole del fegato
E le paure la inseguono.

16Ma la tematica dominante è senz’altro quella della natura, come annunciato in Rune, una specie di manifesto poetico che apre il suo secondo album:

Canto le gocce di pioggia studiandone il volo mentre sto disteso
Arazzi di lana di roccia prendevano forma mentre li tessevo
Non ero cosciente del mio potenziale
Ma le montagne mi han fatto da muse
Ho cantato ma spesso ho dovuto anche urlare
Per spalancare le porte socchiuse
Ho cantato due lingue, una minoritaria
Piena di accenti che sembrano rune
Ho cantato una terra coperta di ghiaia
Piena di segni che sembrano rughe.

  • 23 Da casa mia è stata concepita per il progetto Antropoceno! del collettivo Müller&Mukaroff, che mi (...)

17Molti elementi naturali e paesaggistici (i fiumi, i laghi, le montagne, la pioggia, la neve, il vento, il cielo) emergono, come argomento in sé o come serbatoio di immagini, in quasi tutte le canzoni e vengono spesso antropomorfizzati. Questa tematica lo porta ad affrontare la questione ecologica: così Fuori stagione e Da casa mia descrivono gli effetti del cambiamento climatico e denunciano l’avidità umana, responsabile dell’esaurimento delle risorse e del degrado planetario23. In queste canzoni, gli stessi motivi sfruttati per disegnare la natura come un essere pulsante di vita vengono ripresi per descriverla come un congegno che si sta guastando, come in Fuori stagione: «Il fiume si fa secco / il mare un po’ più alto / il vento sa di amianto. / Sarà che il cielo pigro / si è fatto un po’ più stanco / non piove poi più così tanto. / Spariscono anche i fiumi non sappiamo dove vanno / autostrade di pietrisco e poco altro ». Infine il cantante si destreggia con naturalezza tra registri disparati: l’introspezione de Il momento è ora, la solarità di Icaro, la festosità di Dance with me, il disorientamento di Naufrago del cielo, la provocazione di Aprile, l’atmosfera eterea di Blu.

18Come si vede da questo campionamento, l’artista accorda un’attenzione particolare alla forma e ai contenuti delle canzoni. Ma allora da dove viene questa volontà di usare anche la lingua locale, che limita per forza la comprensione di un messaggio che vuole essere allo stesso tempo articolato e curato dal punto di vista estetico?

Italiano e/o friulano? Una scelta in parte dettata da ragioni biografiche

  • 24 L’uso del friulano è ancora molto vitale in regione. In termini numerici, i friulanofoni rapprese (...)
  • 25 A questo si aggiunge il fatto che Doro Gjat viene da Tolmezzo, la capitale cittadina della Carnia (...)
  • 26 Sembra che questa scommessa linguistica sia stata vincente, poiché la peculiarità conferita dal f (...)
  • 27 Da questo punto di vista, hanno compiuto un’operazione simile a quella realizzata da altri gruppi (...)

19Diversamente da molti giovani della regione per cui la marilenghe è appunto la lingua materna, Doro Gjat l’ha imparata tardi, come seconda lingua24: la parlavano i suoi nonni, ma non i suoi genitori, i quali appartengono a una generazione per la quale l’uso del vernacolo era ancora stigmatizzante o considerato dannoso per l’apprendimento di un « buon » italiano25. Così Doro Gjat ha imparato il friulano attorno ai vent’anni per cantare e per entrare a far parte di una cerchia giovanile imperniata sulla musica. Appassionato di hip-hop, si è ritrovato infatti a condividere questo suo interesse con alcuni coetanei per i quali, invece, il friulano è la prima lingua e volevano utilizzarlo per cantare rap. Speravano in questo modo di conferire un’identità precisa alla loro produzione, al fine di differenziarsi dal rap mainstream in italiano, prodotto essenzialmente a Milano e a Roma, e da quello in lingua regionale, proveniente in gran parte dall’Italia centrale e meridionale26. Così facendo, hanno anche cercato di appropriarsi in maniera personale di un genere musicale altrimenti relativamente standardizzato e internazionalizzato27.

  • 28  Quest’espressione indica i « nuovi parlanti » che usano il dialetto in maniera occasionale e non (...)
  • 29 Intervista del 16 agosto 2021.
  • 30 Mail dell’11 ottobre 2021.
  • 31 Negli album da solista, le uscite in -a si trovano nei ritornelli cantati da un altro membro dei (...)

20Il cantante non rientra certo nella categoria dei « dialettofoni evanescenti » di cui parla Alberto Sobrero28, poiché si serve ormai quotidianamente del friulano e la sua competenza è abbastanza elevata da poterla sfruttare anche nella sua attività di divulgatore culturale. Per esempio, dal 4 aprile 2022, anima in vernacolo Sunile social music, una rubrica quotidiana rivolta ai giovani e dedicata alla storia della musica « socialmente rilevante » dagli anni Sessanta ai giorni nostri trasmessa da Rai Radio 1 regionale. Tuttavia, questo apprendimento tardo ha lasciato tracce nel suo rapporto con il friulano e nel tipo di codice usato. Innanzitutto, il cantante intrattiene un rapporto relativamente distante e riflessivo con questo idioma. Mentre gli altri membri dei Carnicats propendevano senz’altro per la lingua locale, Doro Gjat nutriva qualche perplessità in proposito: « E questo inizialmente ha funzionato benissimo e, nonostante io all’inizio fossi scettico, perché vedevo il friulano come una cosa che limitava il mio messaggio […] però al tempo stesso gli ha dato identità29 ». Per lui, l’idioma spontaneo della creazione rimane in fin dei conti l’italiano: « la spinta creativa arriv[a] dall’italiano. È una cosa che non decido io, quello è proprio istintuale, di pancia: quando sto canticchiando un motivetto, le prime parole che ci appiccico sono sempre in italiano30 ». Inoltre, questa biografia linguistica si ripercuote anche sul tipo di friulano impiegato: mi soffermerò sulla manifestazione più appariscente a titolo d’esempio. Nelle canzoni dei Carnicats e in Vai fradi Doro Gjat usava una variante caratterizzata dalle uscite in -a per il femminile singolare e per la terza persona singolare dei verbi della prima coniugazione (« cjalda» / « calda »; « si siera» / « si chiude »), dialetto reperibile in Carnia, ma soprattutto usato da alcuni membri del gruppo con cui ha imparato la parlata locale. Invece, in Orizzonti verticali, nei testi in vernacolo scritti e cantati da lui, troviamo, negli stessi casi, l’uscita in -e (« cjalde»; « somee » / « sembra »), variante presente anch’essa in alcune parti della Carnia ed elemento caratterizzante della koinè31. Queste oscillazioni testimoniano probabilmente di una sua maggiore propensione a lasciarsi influenzare via via dalle varianti con le quali è venuto a contatto nel corso della sua socializzazione. In ogni caso, malgrado quest’instabilità, non si tratta di una lingua artificiale, come poteva essere il genovese di De André, ma di un friulano effettivamente parlato, anche se più vicino alla koiné che alla variante carnica pura.

Lingua nazionale e idioma locale al servizio di una « friulanità » dal valore universale

  • 32 Questa predominanza del friulano è dovuta al fatto che la canzone è stata composta per Suns Ladin (...)

21Dal punto di vista poetico, gli usi del friulano e dell’italiano sembrano molto diversi. Innanzitutto dal punto di vista quantitativo, poiché predomina la lingua nazionale: sulle 26 tracce del corpus, 16 sono scritte interamente in italiano, 7 in italiano e friulano, 5 in italiano e inglese e una in friulano e inglese. Nelle canzoni bilingui, l’italiano è riservato alle strofe e il friulano o l’inglese al ritornello. Solo in Discolce, le strofe sono scritte in friulano e il ritornello in inglese32.

22Inoltre, italiano e friulano si distinguono anche dal punto di vista funzionale, poiché, per l’artista, servono a trasmettere contenuti specifici:

  • 33 Intervista del 16 agosto 2021.

[…] l’italiano per me è lingua madre, quella che uso per esprimermi e soprattutto per esprimere contenuti più profondi […]. Per questo il mio utilizzo del friulano è sempre relegato ad atmosfere un po’ più leggere magari, oppure più evocative […] se devo raccontarti del bosco che ingiallisce lo posso fare sia in italiano che in friulano. Se devo raccontarti che il modo in cui il bosco […] ingiallisce mi ricorda l’avanzare dell’età e mi porta indietro nei ricordi […] quello è un discorso più profondo e preferisco farlo in italiano33.

23Tuttavia, malgrado queste differenze, i due codici finiscono per convergere. In primo luogo, intrattengono spesso un rapporto di reciproco chiarimento. Per esempio, in Ordinato caos o in Dance with me, il ritornello in friulano commenta il contenuto delle strofe in italiano. Viceversa, ne Il momento è ora, un brano parlato in italiano anticipa e spiega la metafora del « sole quando nevica » sviluppata nell’ultima strofa in friulano. Ma soprattutto, entrambi gli idiomi danno voce a un’identità geografica ben precisa, una « friulanità » percepita da Doro Gjat come un elemento distintivo del suo hip-hop ma anche come una componente essenziale della sua identità. A proposito dei suoi legami viscerali col territorio dichiara in un’intervista:

È un rapporto talmente profondo che a volte sento il bisogno di staccarmene. Però la verità è che non ho voglia di farlo: sto bene in Friuli, ne amo i panorami mozzafiato e la rude gentilezza dei suoi abitanti; amo le vette ricoperte di neve stagliate contro il limpido cielo invernale e amo la skyline di Grado Vecchia baciata dal sole di agosto mentre tramonta; amo il frico e la lubianska, il cotto col kren e i cjarsons, il tocai e la Pelinkovac. E potrei continuare per ore34.

  • 35 « La mia gente grida: “Vai fratello!” ».
  • 36 « Vieni da me più su/dove non servono miracoli/più su ».
  • 37 Il passo della canzone è il seguente: « E jo i cjanti, i cjanti, i cjanti e no sai un sôl parcè / (...)

24Questa friulanità è espressa direttamente dall’uso della lingua locale, che assume così anche un valore ideologico oltre che lirico-espressivo. Il contenuto veicolato può rafforzare quest’idea di radicamento, come quando il friulano viene usato in modo esortativo nel ritornello di Vai fradi, dove il cantante è incoraggiato dalla « sua gente » a intraprendere una strada personale nella musica (« La me int a vosja: “Vai fradi35!” »), oppure in Zenit (« Ven a cjatami plui sù/indulà che i meracui a no coventin/Plui sù36! »), dove il protagonista scarta la scelta di emigrare e accoglie quest’invito ad andare « più su »: cioè sulle montagne, simbolo delle radici. In Rune il friulano è presente nella strofa finale, costituita dal passo di una canzone tradizionale (Tu tramontis) in cui si parla della funzione consolatrice del canto e che riecheggia il contenuto delle strofe in italiano. Il cantante si riallaccia così al patrimonio musicale tradizionale, ma riattualizzandolo, poiché se ne serve per descrivere la propria relazione alla musica37.

  • 38 Fiume pregno di significati nell’immaginario collettivo. Gli abitanti vi sono particolarmente aff (...)
  • 39 Il Friuli è notoriamente la regione più piovosa d’Italia.
  • 40 I magredi sono una zona a nord di Pordenone, situata alla confluenza dei fiumi Cellina e Meduna. (...)

25La friulanità non rimane circoscritta al vernacolo, ma emerge anche nelle strofe in italiano. In effetti, molte delle tematiche trattate riguardano il territorio friulano e carnico: la provincia rimanda alla realtà di una regione scarsamente urbanizzata, mentre l’emigrazione costituisce un fenomeno strutturale del territorio. Ma la friulanità si identifica soprattutto con i paesaggi e la natura. Innanzitutto le montagne, padrone incontrastate della Carnia, ma onnipresenti in tutto il territorio, poiché sono spesso visibili fin dalla costa. In secondo luogo i laghi e i fiumi – in particolar modo il Tagliamento38 –, la pioggia39 o la ghiaia: quest’ultima rimanda a paesaggi caratteristici della regione, come le pietraie dei rilievi, il greto del Tagliamento oppure i magredi40. Infine, un posto importante è riservato al cielo, protagonista di Blu, che raramente appare sereno o diafano, ma, coerentemente con le caratteristiche meteorologiche della regione, si mostra capriccioso e gravido di pioggia.

26Benché questi motivi siano legati a un territorio ben riconoscibile, l’artista evita lo scoglio del localismo poiché scarta le tematiche suscettibili di scadere nello stereotipo bozzettistico, esorcizzato in questo modo in un’intervista:

  • 41 Elisa Russo, « Con il mio hip-hop dalla Carnia parlo di libertà », Il Piccolo, 17 agosto 2018.

Nel rap uno dei temi portanti è il represent, rappresentare qualcosa. Non voglio essere frainteso: il fatto che ci sia così tanto il mio territorio, il mio background, ha portato qualcuno a pensare che i miei dischi parlassero di quant’è bello essere friulani, bere vino e mangiare frico! Non è così. Quanto è bello essere se stessi, non avere paura, essere consci dei propri limiti e delle proprie doti: questo è il mio messaggio41.

27Doro Gjat predilige di conseguenza argomenti che possono diventare emblematici di realtà non solo friulane, oppure trasformarsi in simboli di sentimenti e stati psicologici o esistenziali più generali. Così l’emigrazione giovanile riguarda tutta la penisola e riflette le condizioni di disagio economico e psicologico di un’intera generazione, mentre la provincia rimanda alla realtà di tutto quel territorio nazionale che non coincide con le grandi metropoli. Il contatto stretto con la natura del paesaggio friulano lo porta ad affrontare una questione d’importanza planetaria come l’ecologia. In altri casi, gli elementi autoctoni assumono un valore simbolico, come in La pioggia ha il suo odore dove la pioggia, bagnando tutti indistintamente, richiama l’idea di uguaglianza di tutti gli individui. Ma l’elemento paesaggistico più fecondo di elaborazione simbolica sono le montagne carniche: rappresentate efficacemente attraverso la metafora ossimorica degli orizzonti verticali, diventano più in generale il simbolo del limite, tematica sviluppata specialmente in Orizzonti verticali, Blu o Sottosopra. Tuttavia, esso non appare mai come un ostacolo invalicabile, ma piuttosto come una possibilità, una sfida o un’opportunità per ricomporre nuovi paesaggi. Per esempio, in Rune, l’orizzonte bloccato spinge a trovare nuove prospettive:

Se l’orizzonte mi chiude a nord est
Io l’orizzonte son pronto a girarlo
[…]
E se gli orizzonti ora son verticali
Ci cambia i tramonti e anche il corso dei fiumi e il colore dei mari
Ci cambiano i piani.

28In alcuni casi, il limite può innescare una reazione quasi di esultanza, come in Sottosopra, dove l’orizzonte verticale, che potrebbe sembrare la premonizione angosciosa della fine del mondo, diventa il luogo ideale per ballare in un’atmosfera che oscilla tra la festa dionisiaca e il mondo alla rovescia:

Se il cielo è in verticale balliamo sulla parete
In questo parco giochi sulle ali delle falene
[…]
Quindi lascia che balliamo,
fradi, stai calmo
Non esci dalla giungla nemmeno se fai Rambo
L’orizzonte è in bilico, tu non staccarlo
Che intanto dondoliamo su e giù fischiettando.

  • 42 Nei due album, i soli luoghi chiaramente indicati e identificabili sono Udine, Grado e il Tagliam (...)

29In Prima di addormentarmi il limite della provincia è incarnato dalla ghiaia del Tagliamento che, anche in questo caso, si trasforma in una risorsa, a condizione di cambiare il punto di vista: « E col tempo / Capisci cose / Che siamo rose fiorite dentro al cemento / Col malcontento a causa del maltempo / Spremiamo la poesia dai sassi del Tagliamento ». Questa possibilità di generalizzare il messaggio è agevolata anche dalla parsimonia con la quale viene sfruttata la toponimia locale, il che permette a un paesaggio marcatamente friulano di essere disponibile per ogni forma di appropriazione42.

30Così facendo, l’artista evita che il ricorso alla marilenghe e alla friulanità possa essere interpretato come una celebrazione etnopolitica del territorio: è notoria infatti la strumentalizzazione che di queste tematiche hanno fatto (e fanno tuttora) partiti come la Lega. Doro Gjat, da parte sua, ne prende le distanze e insorge contro l’associazione automatica fatta tra la difesa della lingua regionale e questo partito:

I maggiori contributi alla riqualificazione della lingua friulana in campo musicale sono stati dati in regione da una piccola radio indipendente, Radio Onde Furlane, che negli anni si è battuta perché il movimento della Gnove Musiche Furlane crescesse e si sviluppasse. E ti assicuro che il loro colore politico sta su tutt’altra scala cromatica rispetto a dove pensi. […] Non è che se vengo dal Nord e parlo in dialetto allora voto Lega. Sarebbe come dire che se sono napoletano sono un camorrista, o che se sono musulmano sono un terrorista43.

  • 44 In questo senso, Doro Gjat si discosta dagli Almamegretta o dai 99 Posse, per i quali l’italiano (...)

31Così, l’appartenenza a una periferia misconosciuta, che può essere percepita come una chiusura e una limitazione d’orizzonti, viene presentata come un’occasione inaspettata per rinnovare le prospettive abituali: può anche conferire una maggiore lucidità, ci dice il cantante in Blu (« Impari ad orientarti solo andando fuori margine »). In questo modo, italiano e friulano, proprio perché voci provenienti dai confini, esprimono entrambi questo sguardo straniante e risultano, almeno da un punto di vista poetico, più complementari che in un rapporto gerarchico o oppositivo44.

Il ruolo dell’italiano e del friulano nella carriera artistica di Doro Gjat

  • 45 Con l’espressione personnel de renfort, Howard Becker indica tutte le persone che, attraverso att (...)

32Rimane da chiedersi qual è stato il ruolo delle due lingue nel corso della carriera artistica del cantante. Fino a che punto e in che modo sono state fattore di promozione o, al contrario, un limite in questo suo percorso? E come è stata percepita la friulanità che si esprime attraverso i contenuti e l’uso della lingua regionale? Per rispondere a queste domande mi servirò della nozione di personnel de renfort di Howard Becker, al fine di mostrare in che modo il riconoscimento del cantante come artista è stato frutto non solo della sua creatività individuale ma anche di un lavoro collettivo portato avanti da una pluralità di attori45.

33È evidente che la carriera solista di Doro Gjat deve molto al successo preliminare riscosso a livello regionale dai Carnicats proprio per il fatto che usavano molto il friulano:

  • 46 Intervista del 16 agosto 2021.

Io sono dell’idea che una buona porzione del Friuli-Venezia Giulia si sia avvicinata al rap e ai codici stilistici del rap attraverso la narrazione fatta dai Carnicats all’inizio. Cioè raccontare il fatto che tua nonna ti dice che non ti dà un soldo se non ti tagli i capelli e dirlo però in metrica su un pezzo rap in lingua friulana, lì volavano. Lì, la gente volava ai concerti, erano contentissimi. Era trasversale, poi prendeva diverse fasce d’età, no? Dal ragazzino, passando per gli adolescenti, fino anche ai genitori […]46.

  • 47 Su questa radio, notizie e informazioni utili si possono trovare in Max Mauro, op. cit. Per un ap (...)

34Questo successo è stato favorito dall’appoggio di diversi attori che si sono comportati da personnel de renfort a livello locale. I Carnicats sono stati supportati fin dall’inizio da Radio Onde Furlane, la radio in lingua friulana fondata nel 1980 sulla scia delle radio libere, che ha svolto un ruolo determinante nell’incentivare la produzione musicale locale, in particolare grazie all’istituzione del Premi Friûl. All’inizio consacrato alla creazione in friulano nell’ambito del teatro e delle arti grafiche, col tempo questo concorso ha concesso uno spazio sempre crescente ad altre espressioni artistiche e in particolare alla musica, al punto da lanciare un label indipendente, Musiche furlane fuarte. L’attività di Radio Onde furlane ha fatto emergere e conoscere artisti come Lino Straulino, Loris Vescovo (premio Tenco nel 2015) o gruppi come i Mitili FLK, i DHL Posse, o il Progetto Madrac47. Per quanto riguarda i Carnicats, tra il 2005 e il 2008, questa radio non solo ha diffuso la loro musica ma, con la sua rete di contatti, ha permesso loro di accedere a palchi locali anche relativamente importanti, così che hanno acquisito un seguito non indifferente a livello regionale. Un altro tipo di personnel de renfort è costituito dagli enti regionali. Nel 2012, il brano Paisàn è stato scelto dall’Agenzia del turismo del Friuli-Venezia Giulia come colonna sonora di un video promozionale della regione che ha girato in Italia. Nel 2015 invece è stata l’Università di Udine a puntare sulla loro popolarità presso la gioventù regionale e ad affidar loro il compito di realizzare la brand music dell’Ateneo (Hic sunt futura). Dunque in questa fase il gruppo ha scommesso sul radicamento territoriale e, in questo progetto, l’uso del friulano è stato un elemento importante per lanciarlo.

  • 48 Intervista del 16 agosto 2021.
  • 49 Quest’etichetta aveva pubblicato anche gli album dei Carnicats.

35Quando Doro Gjat comincia la sua carriera solista detiene quindi un certo capitale che gli permette di calcare i principali palchi della regione (Villa Manin), anche in occasione di festival rinomati (Folkest, Mittelfest, No Borders Music Festival), e di aprire i concerti di personalità del calibro di Caparezza, Fedez o Fabri Fibra. Tuttavia sente anche che puntare unicamente sulla specificità linguistica e sul ruolo di portabandiera regionale può costituire un ostacolo all’espansione della sua carriera: adegua quindi le scelte linguistiche a una strategia di più ampio respiro. Così, in Vai fradi e Orizzonti verticali usa molto di più l’italiano, senza abbandonare completamente l’idioma locale nè rinunciare al tema della friulanità: « Mi dicevo, magari solo friulano no […] però dosato con intelligenza può essere obiettivamente una cosa che ti dà un connotato, una particolarità. E lì è il periodo in cui è nato Vai fradi48». In questo modo può toccare un pubblico più ampio senza però alienarsi coloro che si erano riconosciuti in lui attraverso la tematica del territorio. Benché prodotti da un label indipendente locale, ma dinamico, come Reddarmy49, questi album hanno ottenuto maggiori riscontri da parte della stampa nazionale e delle riviste specializzate (articoli su La Stampa e il Manifesto, recensioni su Blow Up, Rumore e Mucchio selvaggio, un reportage nel programma di informazioni nazionale Studio aperto).

  • 50 L’album Vai fradi era già stato mixato da Squarta, dei Cor Veleno, gruppo di cui ha fatto parte T (...)

36Quest’evoluzione è testimoniata anche dalla partecipazione a concorsi musicali reputati come Musicultura a Macerata o alla selezione per il Concertone del 1o maggio nel 2017: evento che gli ha dato una certa visibilità a livello nazionale e ha consolidato la sua figura di star regionale. Fondandosi certamente su contatti preesistenti e su piccoli exploit internazionali50, questo investimento è stato ripagato con nuove collaborazioni. Una delle canzoni del terzo album, Fuori stagione, è stata distribuita dall’etichetta indipendente milanese AAR Music, capitanata da Giorgio « Eimegei » Arcella, che ha promosso artisti ormai famosi della scena musicale italiana come Madame, Rocco Hunt e Leon Faun. Il terzo album uscirà a fine maggio 2022 per conto dell’etichetta romana La Grande Onda, specializzata nella musica urbana alternativa.

37Il comportamento dell’artista sui social è coerente con questo suo percorso. Sulla sua pagina Facebook, per esempio, al fine di conservare la sua specificità e rispondere alle attese del seguito locale, si serve di espressioni friulane o scrive post in friulano. Ma la maggior parte delle volte ricorre unicamente all’italiano, oppure traduce nella lingua nazionale quanto scritto nell’idioma locale. Lo stesso accade durante i concerti, anche in regione, quando si esprime prevalentemente in italiano, mentre il friulano viene usato più per alimentare un sentimento di complicità che come strumento veicolare.

38Questa sua friulanità viene percepita e presentata in maniera diversa a seconda che il riscontro sia regionale o nazionale. I mezzi di comunicazione locali di solito insistono sul suo ruolo di vessillifero del Friuli e del friulano. Così UdineToday: « Doro Gjat, primo carnico nella storia del Concertone a Roma. […] Ieri, grazie al rapper carnico, per la prima volta nella storia del concertone, la cultura friulana del Nord Est è salita sul palco di Roma 51 »; oppure il Messaggero Veneto: « Doro Gjat in Marilenghe a Studio aperto52». Invece la stampa nazionale e quella specializzata sono sensibili ad altri aspetti, per esempio alla funzione poetica della friulanità e del friulano, oppure alle tematiche più generalizzabili. Così, il Manifesto intitola l’articolo a lui dedicato: « Il rapper di provincia canta l’emigrazione », mentre Davide Agazzi, in Rumore, recensendo Vai fradi, osserva che il ricorso allo « sciolto uso del dialetto locale […] dona un tono di autenticità a tutto il lavoro. Un album scritto da chi ha scelto di rimanere e dedicato a tutti quelli che, a forza o per scelta, se ne son dovuti andare. Sincero53 ».

  • 54 Per il dialetto come « prodotto », cf. Arno Scholz, Subcultura e lingua giovanile in Italia. Hip- (...)

39È chiaro quindi che l’impiego del friulano ha permesso al cantante di accumulare risorse utili, di acquisire un connotato specifico che gli viene riconosciuto e con cui cerca di differenziarsi in un ambiente estremamente concorrenziale e standardizzato come quello del rap. Tuttavia, ha sempre percepito che questa particolarità poteva costituire anche un freno per la sua carriera a causa dell’ostacolo linguistico: rischio tanto maggiore in quanto il friulano è molto meno spendibile sul mercato musicale di quanto non lo siano dialetti come il napoletano, il romanesco o il pugliese, che hanno ormai acquisito un valore socio-economico sicuro in questo settore54. Per questo il cantante cerca di modulare l’utilizzo delle lingue, sia all’interno delle canzoni sia nel corso della sua carriera, senza rinunciare all’idea dell’attaccamento al territorio. E sembra che proprio in questa fase, in cui è ricorso a un codice linguistico più largamente condivisibile, sia riuscito ad acquisire una certa visibilità su scala nazionale.

Conclusione

40Quest’analisi ci ha permesso di constatare come nella produzione di Doro Gjat l’uso dell’italiano e del friulano (e addirittura quello di diverse varianti del friulano) sia il risultato di negoziazioni e aggiustamenti continui che rivelano tensioni ed esigenze divergenti da ricomporre incessantemente.

41Innanzitutto, la tensione tra necessità di farsi capire e bisogno di distinzione e originalità. Il compromesso viene raggiunto tramite un dosaggio dei due idiomi. Il ricorso, benché sorvegliato, al friulano, gli garantisce un’autenticità e una sincerità apprezzata dalla critica, mentre l’italiano trasmette in maniera comprensibile il suo messaggio a un pubblico più largo, compresa l’idea di friulanità che costituisce un elemento profondo dell’identità del cantante.

42In secondo luogo, il contrasto tra radicamento e apertura verso l’altro e l’altrove. Doro Gjat lo risolve accostando in maniera non conflittuale l’idioma nazionale a quello locale e facendo della friulanità il simbolo di una condizione più generale, condivisibile da tutti. Quest’operazione allontana la tentazione di attribuire al vernacolo e all’immaginario regionale il significato etnopolitico che potrebbe essere conferito loro da partiti come la Lega.

43In terzo luogo, la tensione tra ricerca di un mondo preservato e adesione alla realtà. Se il cantante racconta la poesia dei paesaggi friulani e si serve della lingua della tradizione non guarda però il mondo che lo circonda attraverso un filtro nostalgico, idealizzante o rivolto verso il passato. La natura friulana non è un’Arcadia incontaminata, ma un paesaggio fragile, minacciato, come tanti altri, dalla crisi ecologica. Se la provincia e la Carnia sono i luoghi rassicuranti e familiari delle radici, sono anche terre dalle scarse risorse che costringono i giovani a emigrare. Il Friuli non appare come un mondo perduto in cui rifugiarsi, ma come un luogo lacerato da drammi, piccoli e grandi, che toccano oggi la sua generazione e l’umanità intera.

44Così, il progetto artistico portato avanti da Doro Gjat fino a questo momento è stato un lavoro da equilibrista, mirante a conciliare esigenze diverse e apparentemente incompatibili. Queste tensioni e i compromessi escogitati per tentare di risolverle si possono cogliere bene nel contatto tra la lingua nazionale e l’idioma locale, caratteristica che probabilmente continuerà a costituire un elemento strutturale della sua produzione. Anche se nel terzo album in uscita i testi sono in italiano, alla mia domanda riguardante un ritorno al friulano, il cantante afferma infatti:

  • 55 Intervista del 16 agosto 2021.

Sì, sì. Assolutamente sì. Assolutamente sì. […] perché non metto in dubbio che mi verrà voglia di raccontare il bosco bagnato d’autunno di nuovo, magari usarlo come metafora o come ambientazione di una storia, o come metafora per qualcosa che mi sta succedendo. E fare questa cosa qua con delle iniezioni […] di lingua friulana […] è una cosa che mi piace fare e quindi continuerò a farlo55.

Haut de page

Notes

1 Per il ruolo cruciale svolto da De André in questo senso, cf. Lorenzo Coveri, « Dialetto e canzone », in Il dialetto in scena, Genova, CLU, 2002-2003, p. 65-66. Per l’uso del dialetto nella canzone partendo dal caso del siciliano, cf. Roberto Sottile, Il dialetto nella canzone italiana degli ultimi venti anni, Roma, Aracne, 2013.

2 Viene così chiamato in lingua regionale il friulano dagli autoctoni.

3 Nelle interviste rilasciate, Doro Gjat spiega che il suo nome d’arte « Gjat » (« gatto » in friulano) e quello dei Carnicats (« gatti della Carnia ») proviene dal fatto che negli anni ’90, in Carnia, erano solo i quattro membri del gruppo (letteralmente « quattro gatti ») ad ascoltare rap.

4 A fine aprile 2022, mentre scrivo, è annunciata l’uscita il 27 maggio del terzo album, Mondonuovo, anticipata dalla pubblicazione di tre pezzi (Fuori stagione, Naufrago del Cielo e Montanaro chic).

5 Dal punto di vista metodologico, mi sono servita di un corpus comprendente alcune mail scambiate con l’artista, i testi delle canzoni tratte dai due album Vai fradi e Orizzonti verticali, quelli delle tracce già uscite del terzo album, il single Da casa mia, articoli della stampa generale o specializzata, interviste disponibili in rete e infine un’intervista realizzata a Udine il 16 agosto 2021.

6 Caratteristiche che gli vengono conferite dalla ricezione. Cf. per esempio: « Non è uno di quei rapper tatuati che frequentano locali alla moda. Doro Gjat, al secolo Luca Dorotea, è un ‘montanaro’ » (Alice Castagneri, « Originale esordio con l’album Vai fradi. Doro Gjat: “Vengo dai monti, il mio rap è in inglese e friulano” », La Stampa, 11 gennaio 2016), oppure: « Anomalo esordio solista del friulano Luca Dorotea, già cantante dei Carnicats. Vai fradi è un disco che ribalta alcune convenzioni del rap italiano in favore di un sound più francese, in cui influenze disparate generano un’operazione ben riuscita » (Luca Pakarov, « Doro Gjat, il rapper canta l’emigrazione », Il Manifesto, 25 novembre 2015).

7 Intervista del 16 agosto 2021.

8 Per Gnove musiche furlane si intende la musica prodotta in marilenghe a partire dagli anni Novanta nei più svariati generi moderni – dal rock al reggae, dal metal al punk, dal rap al jazz –. Cf. la panoramica, scritta in versione bilingue italiano/friulano, di Marco Stolfo, La me lenghe e sune il rock (e no dome chel). Friûl, Europe, Udine, Informazione friulana Soc. Coop, 2005, p. 167-183.

9 Intervista del 16 agosto 2021.

10 Per quanto riguarda il processo di « riterritorializzazione » di questo genere musicale, cf. Jannis Androutsopoulos, Arno Scholz, « Spaghetti Funk: Appropriations of Hip-Hop Culture and Rap Music in Europe », Popular Music and Society, dicembre 2003, p. 463-479.

11 Quest’ultimo aspetto è stato sottolineato dalla stampa specializzata, dove si può leggere che Doro Gjat « sembra rappare con il sorriso » (Anonimo, « Reviews 02 », Mucchio selvaggio, no 738, gennaio 2016, p. 14).

12 Questo aspetto cantautorale gli viene generalmente riconosciuto. Cf., per esempio, Matteo Da Femo: « Orizzonti verticali è il nuovo disco di Doro Gjat. Il rapper friulano ha pubblicato Orizzonti verticali, un perfetto esempio di come cantautorato e rap possano coesistere », https://www.rapologia.it/2018/04/30/doro-gjat-orizzonti-verticali/ consultato il 27 aprile 2022.

13 Intervista del 16 agosto 2021.

14 Pierluigi Cappello (1957-2017), originario di Chiusaforte, un paesino montano del Canal del Ferro, ha scritto poesie in italiano e in friulano. Insignito del Premio Montale nel 2004 e del Premio Viareggio Rèpaci nel 2010, è ormai considerato una delle voci più significative della poesia italiana contemporanea.

15 Mail dell’8 ottobre 2021.

16 « Una nuova forma di tradizione lirica, che non è collegata né ad altri generi pop né alla poesia tradizionale ». Cf. Jannis Androutsopoulos, Arno Scholz, art. cit., p. 502. Tutte le traduzioni sono mie.

17 Immagine che rimanda alle sue montagne carniche. Cf. in Orizzonti verticali: « Sono nato al cospetto dei monti, un fedele penitente/In prigione tra due orizzonti che mi bloccano da sempre ».

18 Mi riferisco alla distinzione operata da Berruto tra due funzioni possibili del dialetto che ritroveremo in Doro Gjat: quella lirico-espressiva, nel senso che il vernacolo offre soluzioni foniche, ritmiche, lessicali o strutturali in più rispetto all’italiano, e quella ideologico-simbolica, in quanto il dialetto serve come « sottolineatura simbolica e ideologica dei mondi di riferimento ». Gaetano Berruto, Quale dialetto per l’Italia del Duemila? Aspetti dell’italianizzazione e risorgenze dialettali in Piemonte (e altrove), in Alberto A. Sobrero e Annarita Miglietta, Lingua e dialetto nell’Italia del Duemila, Galatina, Congedo Editore, 2006, p. 20.

19 Cf. intervista del 16 agosto 2021.

20 « Lei, ti buca i fianchi come un gomito appuntito/scotta come un sasso sotto il sole di piombo/non riesci a resisterle/come [non riesci] ad addormentarti quando sei ben sveglio/Non puoi toglierti di mente quei due occhi/da qualsiasi parte tu la guardi/la sogni anche quando sei sveglio/Sa ben lei come pungerti/e se ti prende di mira le labbra non ti manca mai di molto/ Stai camminando a piedi nudi?/ Aspetta, amico mio, vieni a camminare con me/fammi dimenticare le cose orribili che ho visto/questo è ciò che sento quando cammino a piedi nudi ». Per la grafia, ho seguito le convenzioni dell’ARLEF (Agenzia regionale per la lingua friulana), un ente regionale incaricato di elaborare e promuovere una politica linguistica relativa al friulano. Ha fissato le norme ortografiche, grammaticali e lessicali di una koinè friulana basata sulla variante del Friuli centrale in cui è stata scritta la produzione letteraria più consistente e prestigiosa. Questa koinè è stata introdotta come lingua standard da insegnare nelle scuole e da usare nei documenti ufficiali e amministrativi con una legge regionale nel 1996.

21 Intervista del 16 agosto 2021.

22 « È cresciuta con i fratelli/una vera selvaggia, ma davvero/non ascolta gli altri/scappa su qui di botto/ora il suo spirito corre a piedi nudi/e ciò che mi sembra scontato/per lei è come neve a ferragosto/o sabbia nel bosco/[…] non mi sembra che abbia la testa a posto, ma forse sono io/che guardo sempre lì davanti e mi dimentico di ciò che mi sta intorno ».

23 Da casa mia è stata concepita per il progetto Antropoceno! del collettivo Müller&Mukaroff, che mira ad associare scienza e musica per trattare il tema della crisi ecologica e al quale hanno partecipato artisti di diversi Paesi.

24 L’uso del friulano è ancora molto vitale in regione. In termini numerici, i friulanofoni rappresentano la seconda comunità che parla una lingua regionale in Italia dopo il sardo (che conta circa un milione di parlanti). Secondo una ricerca svolta nel 2014 dall’Arlef in collaborazione con l’Università di Udine, nelle ex province di Udine, Gorizia e Pordenone, si stima che i friulanofoni siano circa 600 000 (420 000 sono parlanti regolari e 180 000 occasionali), corrispondenti al 60% della popolazione di queste ex province. Più dell’83% degli abitanti nelle province di Pordenone e di Gorizia ne hanno una competenza passiva e oltre il 96% nella provincia di Udine. I risultati di questa ricerca sono disponibili sul sito dell’Arlef https://arlef.it consultato il 27 aprile 2022.

25 A questo si aggiunge il fatto che Doro Gjat viene da Tolmezzo, la capitale cittadina della Carnia, i cui abitanti tendono a privilegiare l’italiano per distinguersi dal territorio circostante decisamente friulanofono e più « rurale ».

26 Sembra che questa scommessa linguistica sia stata vincente, poiché la peculiarità conferita dal friulano è stata colta dai media. Cf. per esempio: « Il rap in dialetto al sud è ormai un’istituzione, ma è più raro trovarlo al Nord: tra i pochi che ci hanno provato spiccano senz’altro i Carnicats, friulani doc ». Marta Brumi Tripodi, « Intervista a Doro Gjat ». https://hotmc.com/2016/02/01/doro-gjat-lintervista consultato il 11 maggio 2023.

27 Da questo punto di vista, hanno compiuto un’operazione simile a quella realizzata da altri gruppi che cantano in lingua regionale, come i pugliesi Sud Sound System o i napoletani 99 Posse. Cf. a questo proposito Christophe Traïni, « L’appropriation du rap et du reggae. Néo-communisme et ethno-régionalisme à l’heure de la mondialisation », Communications, no 77, 2005, p. 109-125.

28  Quest’espressione indica i « nuovi parlanti » che usano il dialetto in maniera occasionale e non spontanea, con una forte alternanza con l’italiano. Cf. Alberto A. Sobrero, « Se dieci anni vi sembran pochi », in Annarita Miglietta (dir.), Varietà e variazioni: prospettive sull’italiano. In onore di Alberto A. Sobrero, Galatina, Congedo editore, 2012, p. 186.

29 Intervista del 16 agosto 2021.

30 Mail dell’11 ottobre 2021.

31 Negli album da solista, le uscite in -a si trovano nei ritornelli cantati da un altro membro dei Carnicats (Dek Ill Ceesa), che senza dubbio ha influenzato questa scelta.

32 Questa predominanza del friulano è dovuta al fatto che la canzone è stata composta per Suns Ladinia, un concorso svoltosi a Trento, che gli ha permesso di accedere, nel 2016, a Suns Europe, un importante festival della canzone in lingua minoritaria che si svolge a Udine.

33 Intervista del 16 agosto 2021.

34 Andrea Doncovio, « Luca Dorotea. Doro Gjat », imagazine.it, http://www.imagazine.it/notizie-trieste-gorizia-udine-friuli/5460 consultato il 28 aprile 2022.

35 « La mia gente grida: “Vai fratello!” ».

36 « Vieni da me più su/dove non servono miracoli/più su ».

37 Il passo della canzone è il seguente: « E jo i cjanti, i cjanti, i cjanti e no sai un sôl parcè / E jo i cjanti, i cjanti, i cjanti / Nome che par consolâmi me / Fasjìn un cjant a la cjargnele / Ca lu sintin di lontan / Ca lu sintin in ta che tiere / là ca l’è il gno paesan ». [« E io canto, canto, canto e non so neanche perché / e io canto, canto, canto / solo per consolare me. / Intoniamo un canto alla carnica / che lo sentano da lontano / che lo sentano in quella terra / dove c’è il mio compaesano »]. I primi tre versi di questa canzone costituiscono l’epigrafe della poesia V della raccolta El me donzel di Pier Luigi Cappello, mentre tutta la canzone è stata interpretata in chiave rock folk da un altro gruppo della Gnove musiche furlane, i Mitili FLK.

38 Fiume pregno di significati nell’immaginario collettivo. Gli abitanti vi sono particolarmente affezionati perché oggi è visto come un sito naturalistico particolare e un luogo di balneazione fluviale d’estate. Ma è anche ricco di risonanze storiche e culturali: è stato linea di fronte durante la Prima guerra mondiale ed è uno spartiacque che divide la regione in due parti (« di qua e di là da l’aga »), corrispondenti anche a due zone linguistiche distinte (pienamente friulanofona « di qua », con influenza veneta « di là »).

39 Il Friuli è notoriamente la regione più piovosa d’Italia.

40 I magredi sono una zona a nord di Pordenone, situata alla confluenza dei fiumi Cellina e Meduna. Qui il suolo è particolarmente permeabile, cosicché l’acqua prende vie sotterranee per riaffiorare solo nella bassa friulana a livello delle Risorgive. Questo fenomeno dà origine a una zona sassosa e arida dall’aspetto tipico.

41 Elisa Russo, « Con il mio hip-hop dalla Carnia parlo di libertà », Il Piccolo, 17 agosto 2018.

42 Nei due album, i soli luoghi chiaramente indicati e identificabili sono Udine, Grado e il Tagliamento.

43 https://www.distopic.it/doro-gjat-intervista2016/ consultato il 28 aprile 2022. In effetti, il rapporto tra discorso regionalista e orientamenti politici è molto più complesso. Per esempio, tra i fondatori di Radio Onde furlane, che militava all’inizio per l’autonomia del Friuli dalla Venezia Giulia, troviamo un membro di Democrazia proletaria. Cf. Max Mauro, Un Friûl difarent. I 90 mhz di Onde furlane, Udine, Olmis Editore, coll. « I quaderni del Menocchio », 2003, p. 13.

44 In questo senso, Doro Gjat si discosta dagli Almamegretta o dai 99 Posse, per i quali l’italiano e il napoletano sono antagonisti, essendo la prima la lingua del potere, la seconda la lingua della contestazione e della rivolta.

45 Con l’espressione personnel de renfort, Howard Becker indica tutte le persone che, attraverso attività non artistiche, aiutano, in maniera diretta o indiretta, l’artista a produrre la sua opera. Cf. Howard Becker, Les mondes de l’art, Paris, Flammarion, 1998.

46 Intervista del 16 agosto 2021.

47 Su questa radio, notizie e informazioni utili si possono trovare in Max Mauro, op. cit. Per un approccio più accademico, cf. Cinzia Sut, « Radio Onde Furlane, mezzo di comunicazione locale in un contesto globale », Rassegna Italiana di Sociologia, no 4, 2000, p. 571-586; Marco Stolfo, « Onde furlane. Dal 1980 per il diritto alla lingua e all’informazione in furlan », in Claudio Cressati, Marco Stolfo (dir.), Lingue, diritti, cittadinanza: Friuli-Venezia Giulia, Italia, Europa, Mediterraneo, Udine, Forum, 2014, p. 221-226.

48 Intervista del 16 agosto 2021.

49 Quest’etichetta aveva pubblicato anche gli album dei Carnicats.

50 L’album Vai fradi era già stato mixato da Squarta, dei Cor Veleno, gruppo di cui ha fatto parte Tommaso Piotta, fondatore de La grande onda, per la quale uscirà il terzo album, mentre il videoclip della canzone Da casa mia è stato proiettato alla cerimonia dei premi del Global Climate Action, in occasione della Cop26 il 10 novembre 2021.

51 https://www.udinetoday.it/eventi/concerti/doro-gjat-concerto-primo-maggio-roma-2017.html consultato il 28 aprile 2022.

52 Messaggero veneto, 9 gennaio 2016.

53 Davide Agazzi, « Doro Gjat. Vai fradi », Rumore, no 288, gennaio 2016, p. 81.

54 Per il dialetto come « prodotto », cf. Arno Scholz, Subcultura e lingua giovanile in Italia. Hip-hop e dintorni, Roma, Aracne, 2005 (in particolare il cap. 14).

55 Intervista del 16 agosto 2021.

Haut de page

Pour citer cet article

Référence papier

Michela Toppano, « Italiano e friulano nel rap « naturalista » a vocazione universalizzante di Doro Gjat »Italies, 26 | 2022, 143-164.

Référence électronique

Michela Toppano, « Italiano e friulano nel rap « naturalista » a vocazione universalizzante di Doro Gjat »Italies [En ligne], 26 | 2022, mis en ligne le 28 mars 2023, consulté le 24 mai 2024. URL : http://0-journals-openedition-org.catalogue.libraries.london.ac.uk/italies/10020 ; DOI : https://0-doi-org.catalogue.libraries.london.ac.uk/10.4000/italies.10020

Haut de page

Droits d’auteur

CC-BY-NC-ND-4.0

Le texte seul est utilisable sous licence CC BY-NC-ND 4.0. Les autres éléments (illustrations, fichiers annexes importés) sont « Tous droits réservés », sauf mention contraire.

Haut de page
Rechercher dans OpenEdition Search

Vous allez être redirigé vers OpenEdition Search