Navigazione – Mappa del sito

HomeNumeri58recensioniGiovanni Durbiano, Etiche dell’in...

recensioni

Giovanni Durbiano, Etiche dell’intenzione. Ideologia e linguaggi nell’architettura italiana

Lucio Spaziante
p. 207-208
Notizia bibliografica:

Giovanni Durbiano, Etiche dell’intenzione. Ideologia e linguaggi nell’architettura italiana, Milano, Christian Marinotti Edizioni, 2014, pp. 173.

Testo integrale

1Come si può intuire dalle parole contenute nel titolo e nel sottotitolo del volume di Giovanni Durbiano, la pertinenza del lavoro con questioni di ordine filosofico è qui dichiarata. Il tema del libro muove da una ricognizione di carattere storiografico dell’architettura italiana, ma più in specifico tratta del ruolo e dello statuto sociale, politico ed epistemico che il sapere e il fare dell’architetto hanno rivestito nella storia recente. Si tratta di un lavoro che possiede un carattere quasi foucaultiano nell’indagare in modo originale quale sia l’ordine del discorso che regola i territori del progettista contemporaneo.

2In primo luogo viene trattata la questione del soggetto-architetto e della sua intenzionalità dichiarata, divenuta nel tempo per Durbiano una forma di identità autoriale (un’etica dell’intenzione ripresa da Max Weber, opposta a un’etica della responsabilità). L’architetto secondo questa impostazione non era solo un ideatore e un responsabile, ma era portatore di una visione fortemente soggettiva che egli proiettava fenomenologicamente sul progetto, sul modello di ambiente o di città. È per questo che nel volume la ricognizione passa attraverso alcuni passaggi biografici di celebri architetti che hanno fatto la storia del pensiero legato alla progettazione architettonica in Italia (con una attenzione particolare a Guido Canella e Roberto Gabetti), nonché attraverso i loro rapporti con la politica, in special modo con la tradizione della Sinistra e del Partito Comunista. Un primo dato a emergere è lo stretto legame che l’architettura aveva nel secondo Novecento italiano con il dibattito intellettuale circostante, politico, filosofico, artistico. Significativa a questo proposito è la polemica intellettuale (p. 30), poco nota ai non addetti ai lavori, che a metà degli anni Cinquanta vide contrapposta in ambito architettonico una posizione neorealista (nell’accezione cinematografica del termine) a una posizione compiutamente realista (che a partire dal recupero del realismo letterario ottocentesco, passava per Luchino Visconti, per giungere a una lettura della questione “nazional-popolare” gramsciana). Sintomo questo di una attenzione e di una partecipazione compiuta dell’architettura alla vita culturale, del tutto non-autoreferenziale e aperta al di là degli steccati disciplinari. La ricerca del realismo in quel momento storico nasceva dall’adesione politica a un fare architettonico che fosse il più possibile prossimo alle istanze “del popolo”. Da qui si comprende come dietro questioni apparentemente interne alla disciplina, nell’architettura si nascondano temi di respiro più ampio. Per esempio, cos’è un progetto? È un modello composto da disegno, forme, tipologie di funzioni, in continua dialettica tra teoria e prassi, tra rappresentazioni e agire concreto, che va a definire e modificare il vivere collettivo e dunque l’idea di mondo che ne consegue a partire da come tutto ciò viene inteso. Le differenti visioni susseguitesi nel tempo hanno subito l’influenza di saperi e correnti filosofiche emergenti nelle diverse epoche. È il caso di Canella che proponeva un proprio approccio sistemico dell’architettura, innervato da elementi strutturalisti e dunque alla ricerca di “invarianti” formali. Altrettanto o ancor più rilevante è stata l’influenza in altri casi (come in quello di Aldo Rossi per alcuni aspetti, oppure di Gabetti) del pensiero razionalista e di una conseguente ricerca di una validazione “scientifica” dell’azione progettuale.

3Ma al di là delle interessanti ricostruzioni che nel libro consentono di risalire lungo la rete dei legami e delle relazioni tra differenti aree della cultura, ciò che emerge nella proposta del lavoro di Durbiano, a partire da una serrata lettura storiografico-critica, è la costatazione della trasformazione del ruolo del progettista nella contemporaneità, con le necessarie conseguenze. A partire anzitutto dalla presa d’atto che, rispetto alla formula del progettista-autore impostasi nel passato, piuttosto che andare – come sovente è accaduto – in direzione dell’artista o della star mediatica, sia necessario pensare a un progettista-traduttore (immagine suggerita a partire da Benjamin). Una figura che sia consapevole della necessità di mediare tra i differenti attori sociali in gioco all’interno di società e città che si presentano sempre meno monolitiche e dunque pervase da una maggiore complessità interpretativa. Un architetto – descritto nell’ultimo capitolo, scritto a quattro mani con Alessandro Armando – che si ponga il problema della dimensione argomentativa e intersoggettiva come componenti fondamentali del proprio sapere e saper-fare attuali, anche per non incorrere in incidenti comunicativi che possono avere impatti sociali non più recuperabili.

Torna su

Per citare questo articolo

Notizia bibliografica

Lucio Spaziante, «Giovanni Durbiano, Etiche dell’intenzione. Ideologia e linguaggi nell’architettura italiana»Rivista di estetica, 58 | 2015, 207-208.

Notizia bibliografica digitale

Lucio Spaziante, «Giovanni Durbiano, Etiche dell’intenzione. Ideologia e linguaggi nell’architettura italiana»Rivista di estetica [Online], 58 | 2015, online dal 01 avril 2015, consultato il 15 juin 2024. URL: http://0-journals-openedition-org.catalogue.libraries.london.ac.uk/estetica/451; DOI: https://0-doi-org.catalogue.libraries.london.ac.uk/10.4000/estetica.451

Torna su

Autore

Lucio Spaziante

Articoli dello stesso autore

Torna su

Diritti d’autore

CC-BY-NC-ND-4.0

Solamente il testo è utilizzabile con licenza CC BY-NC-ND 4.0. Salvo diversa indicazione, per tutti agli altri elementi (illustrazioni, allegati importati) la copia non è autorizzata ("Tutti i diritti riservati").

Torna su
Cerca su OpenEdition Search

Sarai reindirizzato su OpenEdition Search