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Recensioni

Sergio Franzese, a cura di, Nietzsche e l’America

Chiara Piazzesi
p. 271-272
Notizia bibliografica:

Sergio Franzese, a cura di, Nietzsche e l’America, ETS, Pisa 2005, 292 pp.

Testo integrale

1Come guardò un grande diagnosta e critico della civiltà europea, come lo fu Nietzsche, alle possibili alternative culturali e sociali d’Oltreoceano? E come le giudicò? E, infine, quali furono le prime reazioni di quella stessa America, da cui egli aveva per certi aspetti attinto, alla lettera della sua filosofia? Il volume, curato da Sergio Franzese, e uscito nella collana Nietzscheana del Centro «Colli-Montinari», cerca di rispondere su più fronti, chiarendo il quadro in cui si sviluppò questa ricezione incrociata, che dette origine a fenomeni filosofici di una certa rilevanza.

2Il lavoro è articolato in tre sezioni, ma la prima e più consistente ne occupa la maggior parte, e comprensibilmente: essa raccoglie i saggi storico-critici che approfondiscono, appunto, il rapporto tra la filosofia nietzscheana e il pensiero americano, in senso bilaterale. Al centro di questa costellazione di scambi e letture incrociate stanno due punti chiave, due fondamentali nodi storico-filosofici. Il primo è il profondo confronto di Nietzsche con R.W. Emerson, che, come l’ampio e attento saggio di Benedetta Zavatta documenta con un’eccellente analisi, rimane un interlocutore costante e cruciale per tutto il corso della riflessione nietzscheana. La storia di questo dialogo, che inizia dal saggio giovanile di Nietzsche Libertà del volere e fato (1862), analizzato anche da David Justin Hodge nel suo contributo, è anche quella di alcuni dei temi portanti del pensiero nietzscheano, come la riflessione sul carattere individuale, il confronto con il compito della realizzazione di sé, coi suoi vincoli e le sue aperture, il tema della libertà come sperimentazione diretta al potenziamento della personalità ecc. Sul terreno della comune matrice emersoniana dell’energetismo e della valorizzazione delle forme di ascesi per la fortificazione di sé sembra articolarsi anche la critica di William James all’intepretazione nietzscheana della figura del santo (il prete asceta), critica che si fonda però su alcune semplificazioni operate da James: se ne trova un resoconto nel contributo che il curatore stesso del volume dedica a questa ricezione jamesiana.

3Il secondo punto cruciale dell’interazione tra il pensiero nietzscheano e la cultura americana è la pubblicazione del saggio di Walter Kaufmann su Nietzsche nel 1950. Da un lato esso si inscrive, infatti, in un panorama di letture parziali, superficiali o ideologiche che gli studiosi americani avevano tributato a Nietzsche dal dopoguerra in poi; dall’altro, esso è una “risposta”, una voce alternativa a quella europea dominante di Heidegger. Il contributo di Tiziana Andina, molto acuto non solo nell’analizzare, ma nel valorizzare questo passaggio filosoficamente cruciale, studia da vicino i nodi interpretativi (lo stile filosofico, la trasvalutazione dei valori, il primato dei valori estetici ecc.) su cui Kaufmann, con tutti i limiti della sua lettura, si concentra per restituire interamente Nietzsche alla “dignità” di filosofo. A chiudere, anche in senso cronologico, la prima sezione del volume è l’approfondimento critico di Donatella Morea sull’interpretazione del pensiero di Nietzsche da parte di Richard Rorty, fortemente incentrata, sulla scia di Nehamas, sulle questioni dello stile e della narrazione nietzscheana come ago della bilancia teorica del suo filosofare.

4La seconda sezione mette a disposizione del lettore italiano una traduzione rivista dei capitoli che il filosofo americano George Santayana dedicò a Nietzsche nel suo ormai pressoché introvabile in Italia Egotism in German Philosophy (1915);ela prima traduzione italiana dell’articolo Nietzsche (1916) di Josiah Royce, importante pensatore neoidealista americano, maestro di William James e dello stesso Santayana. Ai toni violentemente critici di quest’ultimo, si contrappone un confronto più misurato da parte di Royce, che non rinuncia però a forzare il pensiero nietzscheano su posizioni che gli sono perfino estranee: lo evidenzia bene l’analisi, inclusa nel volume, che Jason Bell ha dedicato alle motivazioni e agli intenti della lettura di Royce.

5Infine, la terza sezione del volume raccoglie i luoghi delle opere e degli inediti nietzscheani in cui si fa riferimento all’America e alla cultura americana, e che danno un’idea più diretta e “in vivo del terreno del confronto, degli avvicinamenti e delle prese di distanza che Nietzsche attraversò nel corso della sua riflessione sulla civiltà d’Oltreoceano.

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Per citare questo articolo

Notizia bibliografica

Chiara Piazzesi, «Sergio Franzese, a cura di, Nietzsche e l’America»Rivista di estetica, 33 | 2006, 271-272.

Notizia bibliografica digitale

Chiara Piazzesi, «Sergio Franzese, a cura di, Nietzsche e l’America»Rivista di estetica [Online], 33 | 2006, online dal 30 novembre 2015, consultato il 14 juin 2024. URL: http://0-journals-openedition-org.catalogue.libraries.london.ac.uk/estetica/4492; DOI: https://0-doi-org.catalogue.libraries.london.ac.uk/10.4000/estetica.4492

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