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Recensioni

Francesco Ferretti, Daniele Gambarara (a cura di), Comunicazione e scienza cognitiva

Erica Cosentino
p. 270-271
Notizia bibliografica:

Francesco Ferretti, Daniele Gambarara (a cura di), Comunicazione e scienza cognitiva, Laterza, Roma-Bari 2005, 260 pp.

Testo integrale

1L’indagine filosofica riserva da sempre grande attenzione alle questioni riguardanti la natura del linguaggio e della comunicazione. Recentemente, nel contesto della scienza cognitiva, sono stati avanzati tentativi esplicativi promettenti, sulla base di un assunto fondamentale: i modelli concettuali devono essere vincolati alla ricerca empirica. Il testo curato da Francesco Ferretti e Daniele Gambarara si fa portavoce di questa esigenza di dialogo tra scienza e filosofia, in opposizione ad una tradizione ancora radicata che osteggia gli sconfinamenti. Nell’obiettivo di chiarire alcuni aspetti relativi alla natura del linguaggio e della comunicazione gli autori dei diversi contributi affermano coralmente l’esigenza di guardare ai processi mentali e ai meccanismi di elaborazione che intervengono nel corso delle situazioni comunicative tra i parlanti-ascoltatori reali e non ideali. La rivendicazione di tale esigenza comporta un impegno che si identifica con il nucleo teorico del testo: la natura del linguaggio e della comunicazione deve essere indagata parallelamente all’analisi dell’architettura cognitiva degli esseri umani. Tale impegno è perseguito ed “incarnato” nella struttura del testo.

2Nei primi tre capitoli si presentano le questioni al centro dell’indagine - la natura e le funzioni del linguaggio - e si formulano ipotesi esplicative. In particolare, in questa prima parte viene considerato il rapporto tra il linguaggio e le metarappresentazioni, nella mentalizzazione (la capacità di spiegare il comportamento proprio o altrui attribuendo stati mentali) e nella comunicazione inferenziale. Nel seguito del volume si indagano i meccanismi cognitivi alla base delle capacità discusse e, infine, si cerca la conferma empirica che, come spesso accade, proviene dalle patologie, in questo caso dal confronto tra l’autismo e la Sindrome di Williams. Tuttavia, il testo è costruito in modo che risulti perseguibile anche un’altra chiave di lettura: sul piano teorico esso si configura come l’interfaccia tra un’eredità intellettuale ricca e complessa e lo stato più avanzato della ricerca. E in questo spirito che viene avanzata una critica al pieno conformismo alla teoria chomskiana del linguaggio, e al modello del codice che ne consegue, con gli strumenti forniti, in particolare, dalla semantica cognitiva e dalla teoria della pertinenza di Sperber e Wilson. Viene proposta così un’idea di linguaggio e di comunicazione più complessa e articolata, che si caratterizza per il ritorno alla dimensione pragmatica del linguaggio e per il risalto attribuito a fattori quali il contesto e le intenzioni dei parlanti nella determinazione del significato.

3Il confronto con una certa eredità intellettuale non è, però, limitato alla critica alla linguistica chomskiana. L’ultimo capitolo del libro rileva come alcune recenti tendenze in scienza cognitiva prendano le mosse dalle riflessioni di Vygotskij, con un movimento che non è un mero ritorno al passato ma l’atto di appropriazione di alcune idee che oggi valgono a spingere ancora più avanti la riflessione teorica. In particolare, viene riabilitata l’idea vygoskijana del ruolo del linguaggio nella costituzione di alcune forme di pensiero; vengono considerati, allora, ad esempio, il ruolo del linguaggio nella mentalizzazione attraverso le strutture sintattiche di complementazione (primo capitolo) e l’autonomia cognitiva e la specificità comunicativa della metafora (secondo capitolo).

4L’analisi dell’acquisizione del linguaggio conduce, però, all’affermazione della necessità che alcune capacità cognitive non linguistiche precedano il linguaggio: si procede, dunque, nel processo di costituzione che va dal linguaggio alla cognizione, ma senza dimenticare la priorità logica del processo opposto, dal pensiero al linguaggio. In tal modo il testo propone una strada di superamento della dicotomia tra le due principali funzioni tradizionalmente attribuite al linguaggio - la comunicazione e la costituzione dei pensieri - proponendo, invece, l’idea di una loro convergenza e coevoluzione.

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Per citare questo articolo

Notizia bibliografica

Erica Cosentino, «Francesco Ferretti, Daniele Gambarara (a cura di), Comunicazione e scienza cognitiva»Rivista di estetica, 33 | 2006, 270-271.

Notizia bibliografica digitale

Erica Cosentino, «Francesco Ferretti, Daniele Gambarara (a cura di), Comunicazione e scienza cognitiva»Rivista di estetica [Online], 33 | 2006, online dal 30 novembre 2015, consultato il 18 juin 2024. URL: http://0-journals-openedition-org.catalogue.libraries.london.ac.uk/estetica/4473; DOI: https://0-doi-org.catalogue.libraries.london.ac.uk/10.4000/estetica.4473

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