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Testo integrale

1Questo volume è dedicato a Diego Marconi e alla sua ricerca filosofica. Nasce dal desiderio di festeggiare Diego in occasione del suo sessantesimo compleanno, di fargli sentire il nostro affetto e di ringraziarlo, per il suo infaticabile e appassionato impegno nel fare ricerca e nel creare le condizioni per promuoverla, per la lucidità e l’acume con cui ha commentato i nostri lavori, per l’attenzione sollecita con cui ci ha insegnato a fare filosofia.

2Con la sobrietà propria della filosofia analitica e — perché non ammetterlo? - della torinesità, siamo convinti che il miglior modo di esprimere questi sentimenti consista nel proporgli ulteriori stimoli al confronto e alla discussione filosofica. Così i saggi raccolti in questo volume discutono alcuni snodi teorici dell’originale itinerario filosofico di Diego.

3É quasi superfluo ricordare qui l’importanza che Diego Marconi riveste nella filosofia contemporanea, italiana e internazionale. Il suo percorso intellettuale è quello di un filosofo a tutto tondo: dagli studi su Wittgenstein, che Diego ha contribuito a lanciare nel panorama filosofico italiano e che è poi rimasto un punto di riferimento costante dei suoi interessi, agli studi sulla logica hegeliana nel tentativo di far dialogare, mediante la formalizzazione della dialettica, Hegel con la riflessione logico-linguistica contemporanea, ai più recenti interessi di lessicografia, intelligenza artificiale e neuropsicologia, culminati nel volume più importante di Diego, Lexical Competence, in cui, anche sulla base di risultati tratti dalle scienze empiriche sopra citate, viene proposta una distinzione concettuale tra due tipi di competenza semantica, Diego ha manifestato la più profonda attitudine del filosofo, che è quella di esercitare con rigore la propria curiosità intellettuale in tutti quei campi cui la riflessione teorica lo conduca.

4Tappe di questo percorso che, in sintesi, da un approccio ai problemi filosofici più in linea con la tradizione italiana ed europea, si è poi sviluppato sul terreno della logica, della filosofia analitica e delle scienze cognitive, si riflettono in questo volume: alcuni dei saggi si misurano direttamente con tesi proposte da Diego, altri affrontano da prospettive diverse temi che gli stanno a cuore, collocandosi in territori, come abbiamo visto, da lui stesso battuti: metafilosofìa, logica e filosofia della logica, semantica e competenza semantica, scienza cognitiva, Wittgenstein. Rinunciamo a collocare ogni contributo in una casella specifica, considerato che alcuni saggi ricadono in più di una.

5Le dimensioni che un volume del genere può ragionevolmente assumere, data oltretutto la nostra scelta di coinvolgere studiosi tanto nazionali quanto internazionali (che ringraziamo collettivamente per la loro affettuosa disponibilità), ci hanno obbligato a una difficile e per certi versi imbarazzante selezione dei contributi: il nostro criterio è stato quello di privilegiare studiosi che avessero una conoscenza non superficiale delle idee di Diego, in virtù di una frequentazione molto assidua con lui, legata a rapporti diretti di appartenenza ad una scuola comune o di colleganza professionale, o di una discussione pubblica del suo lavoro. Siamo comunque consapevoli che tale criterio riflette una percezione soggettiva del grado di vicinanza filosofica tra Diego e gli studiosi coinvolti. Nel seguito facciamo una succinta panoramica dei contributi.

6Il volume si apre col saggio di Pascal Engel, che discute criticamente l’atteggiamento reverenziale di certa filosofia odierna nei riguardi di alcune “tesi” del secondo Wittgenstein. Engel, che ci pare su questo punto essere assai in sintonia con il punto di vista di Diego, definito nel saggio un “wittgensteiniano sobrio”, richiama l’importanza di misurarsi sempre in modo argomentativo e critico, oltre che filologicamente avvertito, con gli anatemi di Wittgenstein, senza assumerli come verità scontate. Il saggio di Engel offre anche alcuni spunti metafilosofici di grande interesse, a cominciare dall’annosa questione se davvero si possa, come pretende Wittgenstein, fare filosofia senza offrire tesi filosofiche.

7Ad alcuni, più specifici, aspetti della filosofia di Wittgenstein sono dedicati anche i saggi di Marilena Andronico e Pasquale Frascolla. Frascolla analizza la densissima proposizione 5.1362 del Tractatus, nella quale sono legati i concetti di causalità, volontà e libero arbitrio, e propone un abbozzo di argomento teso a mostrare che il nesso causale non è un nesso necessitante, cosa che consente almeno al primo Wittgenstein di difendere tanto la libertà del volere quanto la tesi che le volizioni sono meri antecedenti causali delle azioni. Andronico mostra come l’idea wittgensteiniana dell’indagine concettuale non abbia perso nulla della sua legittimità, nemmeno dinnanzi alla foga “naturalizzatrice” di molta filosofia contemporanea. Se infatti la filosofia “naturalizzata” e “naturalizzatrice” riconosce la bontà della critica mossa da Quine alla distinzione analitico/sintetico, Andronico fa vedere come tale critica non si applichi alla distinzione grammaticale/fattuale, posta da Wittgenstein alla base della sua concezione della filosofia.

8Seguono due saggi su questioni di logica. Gian Aldo Antonelli introduce le logiche libere come soluzione al problema delle descrizioni definite non denotanti, offrendo una “protosemantica” in grado di dar conto in modo soddisfacente della quantificazione libera. Andrea Iacona discute alcune questioni fondazionali, e specificamente il problema della giustificazione dei nostri giudizi intuitivi di validità di un argomento. Iacona mette in luce pregi e difficoltà del punto di vista classico, secondo cui Q segue da P se e solo se non è possibile che P sia vero e Q sia falso, esaminando diverse interpretazioni della nozione di possibilità in questione.

9Dalla filosofia della logica a quella del linguaggio o più in generale della mente il passo è breve. Il saggio di Wolfgang Kunne si dedica proprio a problemi fondazionali di filosofia del linguaggio e mira ad eliminare la tensione che sussiste in Frege tra il principio di corrispondenza tra enunciato e pensiero e il principio di differenza, che recita che enunciati di forma logica differente possono esprimere lo stesso pensiero, attraverso un opportuno emendamento del principio di corrispondenza.

10Tim Williamson sposta invece l’attenzione su un tema assai caro a Marconi, quello della competenza semantica, per sostenere che l’intelligibilità della nozione di significato linguistico non ha bisogno di sorreggersi su una dubbia nozione di analiticità epistemica, in particolare nella misura in cui quest’ultima istituisce un nesso tra competenza lessicale e adesione alle leggi logiche.

11La teoria della competenza semantica lessicale è anche al centro dei saggi di Alberto Voltolini e di Alfredo Paternoster - Cristina Meini, che ne costituiscono, da un certo punto di vista, uno sviluppo in una direzione antinaturalistica (il primo) e in una direzione naturalistica (i secondi). Paternoster e Meini provano a tracciare uno schizzo di teoria dei concetti compatibile con le idee contenute in Lexical Competence, muovendo dalla proposta che la descrizione della competenza semantica lessicale è allo stesso tempo una descrizione della competenza concettuale di un parlante. Voltolini parte invece dalla critica di Marconi alla concezione da lui chiamata oggettivistica del riferimento, chiedendosi se il nesso tra le nozioni di riferimento linguistico e competenza referenziale possa essere meglio salvato da una concezione degli oggetti come oggetti intenzionali. L’esito di tale riflessione è una difesa, sempre allo stesso scopo, di una nozione normativamente forte di riferimento linguistico che possa ricomprendere al suo interno le istanze che avevano mosso alcuni ad avanzare la concezione oggettivistica del riferimento.

12Proprio sul concetto di normatività semantica insistono Paolo Casalegno e Chris Gauker. La serratissima analisi di Gauker è volta ad argomentare che il significato è una nozione irriducibilmente normativa, o più specificamente, che hanno un carattere intrinsecamente normativo le ascrizioni stesse di significato; nel riconoscere l’importanza del fenomeno della deferenza semantica a sua volta sottolineato da Marconi, Gauker viene così a sostenere tesi che vanno ben al di là della “normatività debole” difesa da Diego. Casalegno crede invece che sia fuorviarne parlare di deferenza semantica e che non ci sia ragione di postulare una norma che impone a ciascun parlante di conformare il proprio uso delle parole a quello dei parlanti più competenti. Questo non implica tuttavia che ci si possa disfare di una qualche nozione di riferimento oggettivo, come invece sostiene Marconi.

13Si ritorna alla questione della competenza nel saggio di Carlo Penco, che tuttavia, in questo forse più wittgensteiniano di Marconi, si concentra su temi, quali il significato inteso, il contesto, il successo della comunicazione, che chiamano in causa aspetti pragmatici. Penco intende la componente pragmatica come il modo di filtrare il livello “giusto” di contesto entro cui elaborare la valutazione e l’interpretazione semantica (così da giungere all’interpretazione intesa). Ciò consentirebbe di spiegare la comunicazione salvando il principio di composizionalità.

14Il riferimento al contesto ci fa pensare non solo che c’è qualcosa fuori dal linguaggio e dal pensiero che ci fa capire che cosa diciamo e pensiamo, ma anche che lo stesso pensiero sia letteralmente costituito da elementi di contesto. In questo senso, appare particolarmente pertinente il tema della mente estesa, oggetto di una sorta di dialogo che Michele Di Francesco instaura con il Marconi filosofo della scienza cognitiva. Nel suo saggio Di Francesco argomenta che, sebbene sia possibile parlare di cognizione estesa, l’idea di un soggetto esteso deve fronteggiare difficoltà apparentemente insormontabili.

15Ma anche se la mente non è fatta (anche) da parti di mondo, è certamente il mondo ciò che essa afferra, come ci ricorda Maurizio Ferraris con alcune variazioni sul tema a lui caro del realismo: contro lo slogan “non ci sono fatti, solo interpretazioni”, Ferraris difende le ragioni di un realismo che potremmo definire “ecologico”, o “del senso comune” (in quanto opposto a un realismo scientifico, considerato, un po’ paradossalmente, assai più intriso di interpretazione di quanto non sia il realismo del senso comune), misurandosi non solo con tradizionali avversari come Nietzsche o Schleiermacher, ma anche con certe obiezioni sollevate dall’interno della filosofia analitica, per esempio da (una certa interpretazione de) il Wittgenstein del vedere-come e dal Quine della traduzione radicale.

16Due parole finali di commento sul titolo di questo volume. Al di là dell’evidente gioco di parole che esso presenta, ci è sembrato che riassumesse dei temi cari all’attuale pensiero di Marconi e ben rappresentati in Lexical Competence, ossia la volontà da parte di Diego di concentrarsi sulla questione della competenza semantica rinunciando a parlare direttamente di significato anche per evitare la tendenza a reificare quest’ultima nozione - una tendenza, questa, così presente in molta teoria semantica contemporanea. Se c’è qualcosa della lezione del (secondo) Wittgenstein cui Diego è rimasto fedele nel tempo, è proprio quest’ultimo aspetto.

17Non crediamo ci sia altro da aggiungere, se non ringraziare di cuore Dario Voltolini che, memore dei suoi trascorsi filosofici marconiani, con la sua prefazione ha dato al volume quel tocco di umanità che i filosofi di professione troppo spesso dimenticano. Grazie ancora Diego, e... buon compleanno!

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Per citare questo articolo

Notizia bibliografica

Marilena Andronico, Alfredo Paternoster e Alberto Voltolini, «Introduzione»Rivista di estetica, 34 | 2007, 7-10.

Notizia bibliografica digitale

Marilena Andronico, Alfredo Paternoster e Alberto Voltolini, «Introduzione»Rivista di estetica [Online], 34 | 2007, online dal 30 novembre 2015, consultato il 17 juin 2024. URL: http://0-journals-openedition-org.catalogue.libraries.london.ac.uk/estetica/3822; DOI: https://0-doi-org.catalogue.libraries.london.ac.uk/10.4000/estetica.3822

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Marilena Andronico

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