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Introduzione

Elisabetta Di Stefano e Francesco Vitale
p. 3-4

Testo integrale

1L’architettura fin dalle origini è stata un’arte ancipite tra utile e bello. Nel corso del tempo tale declinazione si è variamente alternata, approdando da un lato alle derivazioni funzionaliste, propugnate in varia misura dai teorici del Movimento Moderno, dall’altro, in casi estremi, a quelle forme di architettura/scultura in cui la destinazione d’uso si annulla nell’esperienza estetica.

2Questo numero della “Rivista di estetica” vuole fare il punto sullo stato attuale del dibattito, mettendo a confronto studiosi di varia provenienza geografica e culturale rispetto agli interrogativi che la società pone oggi all’architettura. Qual è il significato della dialettica utile/bello nella cultura architettonica contemporanea? In che modo la filosofia può contribuire a una riflessione critica in cui la dimensione artistico-estetica viene da più parti additata quale legittimazione di un’architettura autoreferenziale, ordinata a valori puramente commerciali, ridotta a espediente mediatico-pubblicitario, a mezzo di colonizzazione culturale?

3I saggi, pur da differenti prospettive sia storiche sia teoriche, mettono a fuoco le diverse tensioni che innervano l’architettura (ordine/disordine, forma/funzione, classico/barocco, etica/estetica, arte/scienza). Tuttavia è possibile cogliere un fil rouge capace di legare le varie chiavi interpretative verso un comune orizzonte ermeneutico. Dai vari saggi emerge in controluce un “ritmo”, un principio armonizzante, un anelito volto a placare le tensioni e a riscoprire il valore artistico e simbolico dell’architettura nella conciliazione della forma con la funzione, nella sintesi tra la linearità del classico e l’esuberanza del barocco, nel dialogo tra etica ed estetica, nella collaborazione tra l’emotività dell’arte e la razionalità del progresso industriale e scientifico. Le contrapposizioni si rivelano quindi non oppositive ma dialettiche, poiché ciascun polo deve sorvegliare l’altro e servire da stimolo per misurare le possibilità della propria esistenza o favorire la costruzione di una nuova e diversa realtà.

4La “modernità liquida” in cui viviamo rende difficile costruire stabili rapporti con gli spazi in cui viviamo, minacciati dalla precarietà economica e sociale. A ciò si aggiunge che l’architettura contemporanea tende spesso a una ricerca del nuovo che si risolve nella provvisorietà di un’immagine edonistica. Di fronte a questa realtà instabile e irrazionale, appare valida l’indicazione qui proposta da Vittorio Gregotti, per il quale, nell’impossibilità di proporre ordini durevoli, l’architettura dovrebbe aprire, attraverso la riappropriazione della razionalità del progetto, nuovi orizzonti di possibilità in grado di offrire risposte adeguate alle trasformazioni in corso. Tuttavia per percorrere questa strada è necessario diffondere un’etica della responsabilità, oggi sempre più importante per l’emergere delle nuove problematiche legate alla globalizzazione, all’ecologia, al paesaggio e alla salvaguardia dell’ambiente. Non si tratta semplicemente di recuperare antichi legami tra etica ed estetica o tra arte e scienza, ma di rileggere il passato, con distanza critica, attraverso gli occhi della contemporaneità. Se l’odierna società tecnocratica troppo spesso antepone le ragioni del profitto a quelle etiche, estetiche, culturali o persino della vita, è forse possibile, attraverso un rinnovato confronto con i classici, con i grandi maestri del passato, da Vitruvio a Leon Battista Alberti, da Louis H. Sullivan a Ernesto Nathan Rogers, ricostruire modelli di riferimento in grado di restituire l’architettura al suo compito millenario: l’elaborazione materiale e simbolica dello spazio vitale dell’uomo.

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Per citare questo articolo

Notizia bibliografica

Elisabetta Di Stefano e Francesco Vitale, «Introduzione»Rivista di estetica, 58 | 2015, 3-4.

Notizia bibliografica digitale

Elisabetta Di Stefano e Francesco Vitale, «Introduzione»Rivista di estetica [Online], 58 | 2015, online dal 01 avril 2015, consultato il 16 juin 2024. URL: http://0-journals-openedition-org.catalogue.libraries.london.ac.uk/estetica/363; DOI: https://0-doi-org.catalogue.libraries.london.ac.uk/10.4000/estetica.363

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Autori

Elisabetta Di Stefano

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