Navigazione – Mappa del sito

HomeNumeri36Tre specie di entità giuridiche: ...

Testo integrale

I fatti! I fatti! Caro signore, i fatti sono come si
assumono; e allora, nello spirito, non sono più fatti:
ma vita che appare, così o in altro modo.
Luigi Pirandello

1 Ontologia del giuridico

1.1 Due ontologie del giuridico: ontologia degli oggetti giuridici (Adolf Reinach) vs. ontologia degli enti giuridici (Santi Romano)

1.1.1 Nella filosofia del diritto del xx secolo sono compresenti due ontologie del giuridico:
(i) l’ontologia degli oggetti giuridici di Adolf Reinach (1883-1917),
(ii) l’ontologia degli enti giuridici di Santi Romano (1875-1947).

1L’ontologia degli oggetti giuridici di Adolf Reinach e l’ontologia degli enti giuridici di Santi Romano sono ontologie non omogenee.

2Esse descrivono aspetti eterogenei della realtà giuridica: gli oggetti giuridici e gli enti giuridici.

1.1.2 Nell’opera I fondamenti a priori del diritto civile [Die apriorìschen Grund- lagen des bürgerlichen Rechtes], 1913, Adolf Reinach indaga oggetti giuridici: sono esempi di oggetti giuridici [rechtliche Gegenstände] entità quali obblighi, pretese, diritti (es. il diritto di proprietà), rapporti giuridici, relazioni di appartenenza e di dominio sulle cose.

  • 1 Cfr. Reinach 1913: 693. Rinvio sul punto a Di Lucia 1997.

3Celebre è il punto di avvio dell’opus maximum di Reinach: la descrizione fenomenologica dell’atto della promessa e della nascita di una relazione specifica [eigentümliche Verbindung] tra promittente e promissario1.

1.1.3 Santi Romano (L’ordinamento giuridico, 1918) indaga, invece, a differenza di Adolf Reinach, enti giuridici.

  • 2 Cfr. Lorini 2000: 14-15. Sull’ontologia della realtà giuridica di Santi Romano cfr. Olivari 2005

4Ecco una lista di enti giuridici (o istituzionali) che Santi Romano nomina nell’opera L’ordinamento giuridico, 1918: lo Stato, l’ordinamento giuridico, i comuni, le province, le colonie, gli organi dello Stato, le scuole, le accademie, gli stabilimenti, una società rivoluzionaria, un’associazione a delinquere, una setta scismatica, la società coniugale, la familia romana, la dinastia regnante, la famiglia dell’alta nobiltà, la famiglia moderna2

  • 3 Riformulo la distinzione tra l’ontologia degli oggetti giuridici di Reinach e l’ontologia degli ent (...)

5Al centro della ricerca di Santi Romano vi sono entità giuridiche (segnatamente: l’ordinamento giuridico) non assimilabili a meri rapporti, non assimilabili a mere relazioni come la Verbindung, di cui parla Reinach3.

1.2 Tre analogie tra l’ontologia degli enti giuridici e l’ontologia degli oggetti giuridici

1.2.1 Cronologicamente l’opera di Adolf Reinach è anteriore a quella di Santi Romano.

  • 4 II saggio di Reinach, Die apriorischen Grundlagen des biirgerlichen Rechtes, è considerato l’atto (...)

6Imbattendosi negli oggetti giuridici [rechtliche Gegenstände\ (oggetti che, esemplando Frege e il suo terzo regno [drittes Reich], si possono ascrivere ad un quarto regno [viertes Reich]), la filosofia (come ontologia [als Ontologie]4), secondo Reinach, si imbatte:

  • 5 Cfr. Reinach 1913: 691. Sono tre i principali contributi di Reinach all’ontologia sociale. Il primo (...)

auf eine ganz neue Art von Gegenständen […], auf Gegenstände, welche nicht zur Natur im eigentlichen Sinne gehören, die weder physisch noch psychisch sind, und die sich zugleich auch von ideellen Gegenständen durch ihre Zeitlichkeit unterscheiden.
in una specie del tutto nuova di oggetti, in oggetti che non appartengono alla natura in senso proprio, in oggetti che non sono oggetti fisicioggetti psichici e che allo stesso tempo si distinguono, per la loro temporalità, anche da tutti gli oggetti ideali [ideelle Gegenstände]5

7Ora, nonostante l’eterogeneità della specie di entità indagate da Reinach e Romano, l’ontologia degli enti giuridici di Santi Romano presenta almeno tre sorprendenti analogie con l’ontologia degli oggetti giuridici di Adolf Reinach.

8Tutte e tre le tesi di Santi Romano (analoghe a tre tesi di Adolf Reinach), sono tesi negative.

9Esse ci dicono che cosa le entità giuridiche non sono:
(i) prima analogia: gli enti giuridici, analogamente agli oggetti giuridici, non sono entità astratte (§ 1.2.2.);
(ii) seconda analogia: gli enti giuridici, analogamente agli oggetti giuridici, non sono entità atemporali (§ 1.2.3.);
(iii) terza analogia: gli enti giuridici, analogamente agli oggetti giuridici, non sono entità costituite né immediatamentemediatamente da norme (§ 1.2.4.).

1.2.2 Prima analogia: gli enti giuridici, analogamente agli oggetti giuridici, non sono entità astratte.

10Gli enti giuridici indagati da Santi Romano non sono, analogamente agli oggetti giuridici di Reinach, (riducibili a) entità astratte.

11Secondo Santi Romano, l’errore di considerare gli enti giuridici entità astratte nasce dalla confusione tra astrattezza e immaterialità.

12Scrive Romano:

  • 6 Romano 1947: 208.

È molto frequente l’affermazione che gli enti sociali o le istituzioni, nel senso in cui abbiamo adoperato questa parola, sono sì delle realtà, ma delle realtà astratte, perché ideali non materiali. Coloro che affermano ciò dimostrano di non avere un esatto concetto dell’astrazione: le realtà che si dicono ideali per distinguerle da quelle che si dicono materiali, se sono realtà, non sono astrazioni. [...] Per esempio, sono astratti i concetti o le figure o gli istituti dello Stato, della famiglia, della persona giuridica, dell’eredità, dell’universitas rerum, etc., ma sono realtà concrete i singoli Stati esistenti, questa o quella famiglia. Questa o quella persona giuridica, una data universitas, etc.6.

13A differenza di grandezze giuridiche astratte come il concetto di Stato, di famiglia, di persona giuridica, di eredità (e di grandezze non-giuridiche come “la radice quadrata di 2”, “il punto”, “la linea matematica”), scrive Santi Romano:

  • 7 Ibidem. La realtà giuridica descritta primariamente da Santi Romano è costituita da entità giurid (...)

i singoli Stati, che sorgono, vivono, esplicano la loro potenza, si combattono tra loro, sono enti, non solo nel mondo concettuale, ma anche e prima nel mondo reale, sebbene soltanto i loro elementi si vedano e si tocchino, non essi stessi che hanno una essenza immateriale7.

1.2.3 Seconda analogia: gli enti giuridici, analogamente agli oggetti giuridici, non sono entità atemporali.

14Gli enti giuridici indagati da Santi Romano, analogamente agli oggetti giuridici di Reinach, non sono entità atemporali.

15Piuttosto, gli enti giuridici di Santi Romano sono entità caratterizzate da una propria e costitutiva temporalità.

  • 8 La metafora più adeguata per descrivere il processo di formazione di un’entità istituzionale è la (...)

16Per Santi Romano un ente giuridico (che si forma, al pari di una lingua naturale, in modo autoctono e spontaneo) è il risultato di un processo8.

1.2.4 Terza analogia: gli enti giuridici, analogamente agli oggetti giuridici, non sono entità costituite né immediatamente né mediatamente da norme.

  • 9 Cfr. Romano 1918: 27.

17Gli enti giuridici indagati da Santi Romano, analogamente agli oggetti giuridici di Reinach, non sono entità costituite né immediatamentemediatamente da norme9.

1.3. Tertium datur: oggetti giuridici [rechtliche Gegenstände] vs. enti giuridici vs. figmenta iuris

18Ho presentato fin qui tre analogie tra l’ontologia del giuridico di Adolf Reinach e quella di Santi Romano.

19Enti giuridici (Santi Romano) ed oggetti giuridici (Adolf Reinach) sono dunque entità non astratte, non atemporali, non costituite (né immediatamente né mediatamente) da norme.

  • 10 Sul significato per l’ontologia (e la metafisica) dell’elaborazione di un catalogo universale di og (...)

20Ora, supponiamo di voler redigere un catalogo universale delle entità a cui di solito facciamo riferimento quando parliamo di una realtà giuridica10: un catalogo di entità che apparterrebbero a quella “realtà giuridica” della quale proprio Santi Romano, scrive con acutezza e incisività nel 1947:

  • 11 Romano 1947: 205. Un’analoga impresa, va ricordato, è compiuta anche dal giurista e filosofo del di (...)

Essa [la realtà giuridica] evidentemente presuppone l’esistenza di diverse realtà, ritenute tali da diversi punti di vista, o da quello, per così dire comune e non tecnico, oppure da quelli propri di particolari ordini di conoscenze. Sennonché, la distinzione della realtà che si qualifica giuridica dalle altre, di solito, o è sottintesa o è accennata in modo del tutto generico: solo qualche volta si contrappone la prima a una realtà che si dice effettiva, o vera, o di fatto, o materiale, o anche realtà senza aggettivo11

21Quali categorie possiamo utilizzare per redigere il nostro catalogo?

22Sono sufficienti la categoria degli oggetti giuridici (Adolf Reinach) e la categoria degli enti giuridici (Santi Romano)?

23La mia risposta è negativa. Per redigere un simile catalogo è necessario elaborare almeno una terza categoria di entità (situazioni, oggetti, relazioni, stati di cose, attività, atti), non riducibile né alla categoria degli oggetti giuridici di Reinach, né alla categoria degli enti giuridici di Santi Romano.

  • 12 Sulle prefigurazioni dell’idea di costitutività di norme nel pensiero giuridico e filosofico rinvio (...)

24Poiché questa terza categoria di entità è costituita da entità che sono correlate a regole costitutive, propongo di chiamare le entità (o figure) appartenenti a questa terza categoria figmenta, dal verbo latino fingere, plasmare12

2 Figmenta: tre casi

2.1. X counts as Y

2.1.1 Per comprendere che cosa sia quella forma di creazione giuridica che chiamo figmentum, esaminerò alcuni esempi tratti da un corpus di norme giuridiche che hanno la struttura delle regole costitutive [constitutive rules] teorizzate, fin dal 1969, da John R. Searle, ossia la struttura: “X counts as Y’ (in italiano: “X ha valore di Y’; in tedesco: “X gilt als Y’).

25Com’è noto, una regola costitutiva [constitutive rule] è, in Searle, una regola che è il prius di ciò di cui essa è regola.

  • 13 Un terzo più celebre esempio di Searle è il seguente: «To make a promise is to undertake an oblig (...)

26Ecco due esempi di constitutive rules in Searle:
(i) In a chess game, such-and-such a move on the part of a certain shape of piece (X) counts as a move of the knight (Y).
(ii)In American football, to cross the opponents goal line in possession of the ball while a play is in progress (X) counts as scoring a touchdown (Y)13

  • 14 La fenomenologia di questa specie di norme è stata descritta e indagata da Belvedere 1977 (in par (...)

2.1.2 Incidentalmente, la massiccia presenza nelle codificazioni moderne di norme giuridiche aventi la struttura delle constitutive rules di Searle (con espressioni come “è”, “è reputato”, “è equiparato”, “si presume”, “equivale”, “è”, “è considerato”, “si estende”, “comprende”, tedesco: “gilt als”, francese: “vauf, latino: “aequipollet”) è documentata dal seguente elenco di 25 esempi di norme giuridiche tratte da sette testi legislativi: il Code Napoléon, il Codice Albertino del 1837, il Codice civile italiano del 1865, il Codice civile italiano vigente, il Bürgerliches Gesetzbuch, il Codice penale italiano vigente, la Legge Regionale n. 26 del 3.4.200014.

  1. Art. 312 Code Napoléon-, L’enfant conçu pendant le mariage, a pour père le mari.

  2. Art. 1589 Code Napoléon La promesse de vente vaut vente lorsque’il y a consentement réciproque des deux parties sur la chose et sur le prix.

  3. Art. 1595 Codice Albertino del 1837: La promessa di vendere equivale alla vendita se esiste il consenso reciproco delle parti sulla cosa e sul prezzo.

  4. Art. 408 c.c. del 1865: Sono immobili per loro natura i terreni, le fabbriche, i molini, ed altri edifici fissi su pilastri o facenti parte di una fabbrica.

  5. Art. 2 c.c.: La maggiore età è fissata al compimento del diciottesimo anno.

  6. Art. 43 c.c.: La residenza è nel luogo in cui la persona ha la dimora abituale.

  7. Art. 231 c.c.: Il marito è padre del figlio concepito durante il matrimonio.

  8. Art. 232 c.c.: Si presume concepito durante il matrimonio il figlio nato quando sono trascorsi centottanta giorni dalla celebrazione del matrimonio e non sono ancora trascorsi trecento giorni dalla data dell’annullamento, dello scioglimento o della cessazione degli effetti civili del matrimonio.

  9. Art. 233 c.c.: Il figlio nato prima che siano trascorsi centottanta giorni dalla celebrazione del matrimonio è reputato legittimo se uno dei coniugi, o il figlio stesso, non ne disconoscono la paternità.

  10. Art. 535 c.c.: [...] E possessore di buona fede colui che ha acquistato il possesso dei beni ereditari, ritenendo per errore di essere erede.

  11. Art. 567 c.c.: Ai figli legittimi sono equiparati i legittimati e gli adottivi.

  12. Art. 599 c.c.: [...] Sono reputate persone interposte il padre, la madre, i discendenti e il coniuge della persona incapace, anche se chiamati congiuntamente con l’incapace.

  13. Art. 812 c.c.: [...] Sono reputati immobili i molini, i bagni, etc.

  14. Art. 814 c.c.: Si considerano beni mobili le energie naturali che hanno valore economico.

  15. Art. 816 c.c.: È considerata universalità di mobili la pluralità di cose che appartengono alla stessa persona e hanno una destinazione unitaria.

  16. Art. 817 c.c.: Sono pertinenze le cose destinate in modo durevole a servizio o ad ornamento di un’altra cosa.

  17. Art. 818 c.c.: Gli atti e i rapporti giuridici che hanno per oggetto la cosa principale comprendono anche le pertinenze, etc.

  18. Art. 820 c.c.: Sono frutti naturali quelli che provengono direttamente dalla cosa, vi concorra o no l’opera dell’uomo. Come i prodotti agricoli, la legna, i parti degli animali, i prodotti delle miniere, cave e torbiere.

  19. Art. 840 c.c.: La proprietà del suolo si estende al sottosuolo, con tutto ciò che vi si contiene, etc.

  20. Art. 1101 c.c.: Le quote dei partecipanti alla comunione si presumono uguali.

  21. § 90 BGB: Sachen im Sinne des Gesetzes sind nur körperliche Gegenstände

  22. § 192 BGB: Verbrauchbare Sachen im Sinne des Gesetzes sind bewegliche Sachen, deren bestimmungsmässiger Gebrauch in dem Verbrauch oder in Veräusserung besteht. Als verbrauchbar gelten auch bewegliche Sachen […].

  23. § 2150 BGB: Das einem Erben zugewendete Vermächtnis (Vorausmächtnis) gilt als Vermächtnis auch insoweit, als der Erbe selbst beschwert ist.

  24. Art. 4 c.p.: Agli effetti della legge penale, sono considerati cittadini italiani [i cittadini delle colonie, i sudditi coloniali] gli appartenenti per origine o per elezione ai luoghi soggetti alla sovranità dello Stato e gli apolidi residenti nel territorio dello Stato. Agli effetti della legge penale, è territorio dello Stato il territorio della Repubblica [quello delle colonie] e ogni altro luogo soggetto alla sovranità dello Stato. Le navi e gli aeromobili italiani sono considerati come territorio dello Stato, ovunque si trovino, salvo che siano soggetti, secondo il diritto internazionale, a una legge territoriale straniera.

  25. Art. 10 Legge Regionale n. 26 del 3.4.2000: 1. E vietato abbandonare animali da affezione di cui si abbia la proprietà o detenzione. [...] 5. Sono equiparati all’abbandono, trascorsi sessanta giorni dalla notifica di avvenuto ritrovamento dell’animale da affezione, il mancato ritiro o la mancata rinuncia alla proprietà.

 

2.1.3 I tre casi di figmentum che esaminerò sono i seguenti:
(i) la figura dell’equiparazione (esemplificata dall’art. 4 del c.p. ) (§ 2.2.);
(ii) la figura dell’equivalenza (esemplificata dall’art. 1589 del Code Napoléon) (§ 2.3.);
(iii) la figura del praxema (esemplificata dall’arroccamento nel gioco degli scacchi, dal calcio di rigore nel gioco del calcio, dal touchdown nel football americano) (§ 2.4.).

27Come si può notare, a differenza dei primi due casi, il terzo caso di figmen- tum non è esemplificato dal diritto, ma da tre differenti figure di tre differenti giochi.

28Di ciascuno dei tre casi di figmentum proporrò una caratterizzazione in termini semantici. Infine, presenterò una rappresentazione grafica della tricotomia dei figmenta (§ 3.).

2.2 Primo caso di figmentum: la figura dell’equiparazione

2.2.1 Il primo caso di figmentum che intendo esaminare è la figura dell’equiparazione esemplificata dall’art. 4 del Codice penale.

29Con Part. 4 c.p. la legge penale opera due equiparazioni :
(i) l’equiparazione dei cittadini delle colonie, dei sudditi coloniali, degli apolidi residenti nel territorio dello Stato ai cittadini italiani;
(ii) l’equiparazione delle navi e degli aeromobili al territorio dello Stato.

30Ecco, di nuovo, per esteso l’articolo 4 del codice penale vigente:

  • 15 L’espressione tra parentesi quadra non ha più alcun valore, perché con l’art. 23 del Trattato di (...)
  • 16 Già nell’art. 4 del R.D. 30 marzo 1942, n. 327 si leggeva: «Le navi italiane in alto mare e gli a (...)

Art. 4 c.p. Agli effetti della legge penale, sono considerati cittadini italiani [i cittadini delle colonie, i sudditi coloniali]15 gli appartenenti per origine o per elezione ai luoghi soggetti alla sovranità dello Stato e gli apolidi residenti nel territorio dello Stato.
Agli effetti della legge penale, è territorio dello Stato il territorio della Repubblica [quello delle colonie] e ogni altro luogo soggetto alla sovranità dello Stato. Le navi e gli aeromobili italiani sono considerati come territorio dello Stato, ovunque si trovino, salvo che siano soggetti, secondo il diritto internazionale, a una legge territoriale straniera16.

31Già nel 1947, Santi Romano osserva che nel caso delle due equiparazioni previste dall’art. 4 c.p., la norma prende ad oggetto una realtà e la fa propria (la «assume nel mondo del diritto») senza alcun mutamento o trasformazione.

32Scrive Santi Romano:

  • 17 Romano 1947: 214.

E disposto che, agli effetti della legge penale, sono “considerati” cittadini italiani i cittadini delle colonie, i sudditi coloniali, gli apolidi residenti nel territorio dello Stato, etc., e che le navi e gli aeromobili italiani sono “considerati” come territorio dello Stato, ovunque si trovino, etc. La parola “considerati” non vuol dire che a persone che non sono veri cittadini italiani o che a spazi che non sono territori, nel senso proprio della parola, si attribuiscano le qualità o i caratteri del cittadino e, rispettivamente del territorio, che effettivamente non hanno, ma vuol dire che certe norme che si applicano agli uni si applicano anche agli altri17.

33In particolare, sulle equiparazioni operate dall’art. 4 c.p., Santi Romano enuncia due tesi negative:
(i) la norma dell’art. 4 c.p. non si risolve in una finzione;
(ii) la norma dell’art. 4 c.p. non modifica le realtà equiparate.

34Ecco per esteso il passo di Santi Romano:

  • 18 Ibidem.

frequentemente una norma giuridica equipara una realtà che riconosce e considera come tale a un’altra diversa. Tale equiparazione non si risolve in una finzione, giacché non si dà per esistente o, viceversa, per inesistente ciò che rispettivamente esiste o non esiste, ma neppure implica una vera e propria modificazione della realtà alla quale si attribuiscono, a certi effetti, trattamenti propri di un’altra realtà18.

35Il punto cruciale dell’argomentazione di Santi Romano è, dunque, il seguente: non è che la legge (es. art. 4 c.p.), la quale equipara due soggetti, A e B, attribuisca al soggetto A “le qualità o i caratteri” del soggetto B. Ciò equivarrebbe ad operare una modificazione della realtà.

  • 19 Un ulteriore interessante esempio (non formulato da Santi Romano) di equiparazione è l’art. 10 dell (...)

36Mediante l’art. 4 c.p., la legge si limita a “dire che certe norme che si applicano al soggetto B, si applicano al soggetto A”19.

2.2.2 La figura dell’equiparazione esemplificata dall’art. 4 c.p. è contrapposta da Santi Romano ad un’altra figura giuridica assai frequente: la figura della presunzione. Un limpido esempio di presunzione legale è il seguente:

Art. 231 c.c.: Il marito è padre del figlio concepito durante il matrimonio.

37Mentre l’equiparazione presuppone, secondo Santi Romano, l’esistenza di due distinte realtà che rimangono tab (rimangono due), anche dopo l’intervento della legge (es. art. 4 c.p.), nel caso della presunzione legale è corretto parlare di una vera e propria “modificazione della realtà” (es. art. 231 c.c.).

38La contrapposizione tra equiparazione e presunzione legale è così formulata da Santi Romano:

  • 20 Romano 1947: 216.

la modificazione della realtà che si opera con la presunzione consiste nel disporre che sia ritenuto assolutamente certo, senza possibilità di prova contraria (presunzione iuris et de iure), o certo sino a che l’interessato non dia la prova contraria (presunzione iuris tantum) ciò che effettivamente non è certo, ma soltanto più o meno probabile. Non si tratta, quindi, di due realtà, l’una delle quali si equipara, a certi effetti all’altra pure esistente, ma di una realtà sola, che si dà per certa, mentre è incerta, alterandone così un carattere molto importante ai fini del diritto probatorio o processuale20.

2.2.3 Secondo Santi Romano, dunque, la legge che equipara (es. art. 4 c.p.) non “modifica le realtà equiparate”.

39Così si esprime Santi Romano. Ma è possibile una caratterizzazione in termini semantici della figura dell’equiparazione?

40La mia risposta è affermativa: quando la legge (art. 4 c.p.) equipara i cittadini delle colonie, i sudditi coloniali, gli apolidi residenti nel territorio dello Stato ai cittadini italiani, ed equipara al territorio dello Stato le navi e gli aeromobili italiani, la norma (una regola avente la struttura “X counts as Y”) non determina in termini semantici, né una modificazione dell’estensione né una modificazione dell’ intensione dei termini che designano le entità che sono equiparate.

41In particolare, l’art. 4 c.p. non determina una modificazione né dell'estensione dell’intensione dei sintagmi: “cittadini delle colonie”, “sudditi coloniali”, “apolidi residenti nel territorio dello Stato”, “cittadini italiani”, e non determina una modificazione né dell’estensionedell’intensione dei sintagmi: “navi italiane”, “aeromobili italiani”, “territorio dello Stato”.

2.3 Il secondo caso di figmentum: la figura dell’equivalenza

2.3.1 Il secondo caso di figmentum che intendo esaminare è la figura dell’equivalenza esemplificata dall’art. 1589 del Code Napoléon.

42L’art. 1589 del Code Napoléon statuisce l’equivalenza della promessa di vendita e della vendita, a condizione che le parti contraenti siano d’accordo sulla cosa che è oggetto della compravendita e sul prezzo.

  • 21 La norma è riprodotta, come documenta Guido Astuti (1954) anche nel Codice delle Due Sicilie, nel C (...)

43La norma è riprodotta da alcuni codici italiani anteriori all’unificazione (in particolare, dal Codice Albertino del 1837), e non più riproposta né dal Codice civile del 1865, né da quello del 194221.

  • 22 Dal Codice di Napoleone il Grande per Regno d’Italia, Milano, Dalla Reale Stamperia, 1806.

Art. 1589 del Code Napoléon: La promesse de vente vaut vente lorsque’il y a consentement réciproque des deux parties sur la chose et sur le prix. Traduzione italiana per il Codice del Regno d’Italia del 1806:
Art. 1589 del Code Napoléon: La promessa di vendere equivale alla vendita, quando esiste il consenso reciproco delle parti sulla cosa e sul prezzo.
Traduzione latina:
Promissio vendendi cum mutuus adest consensus partium de re, et de pretio venditioni aequipollet22.

2.3.2 Anche di questo secondo caso di figmentum (la figura dell’equivalenza sancita dall’art. 1589 del Code Napoléon) è possibile dare una caratterizzazione in termini semantici.

44A differenza del caso dell’equiparazione (es. art. 4 c.p.), nel caso dell’equivalenza prevista dall’art. 1589 del Code Napoléon (l’equivalenza tra promessa di vendita e vendita), la norma (una regola avente la struttura “X counts as Y’) determina una modificazione dell'estensione del termine “vendita” e della relazione tra l’estensione del termine “vendita” e l’estensione del termine “promessa di vendita”.

45Ciò è evidente se si confronta la figura dell’equivalenza statuita dall’art. 1589 del Code Napoléon con la figura dell’equiparazione statuita dall’art. 1555 di un altro codice (il Codice civile del 1942), secondo il quale:

Art. 1555 c.c.: Le norme stabilite per la vendita (artt. 1470 ss.) si applicano alla permuta in quanto siano con questa compatibili.

2.4 Il terzo caso di figmentum: la figura del praxema

2.4.1 Ho descritto sin qui due casi di figmentum-. la figura dell’equiparazione (art. 4 c.p.) e la figura dell’equivalenza (art. 1589 Code Napoléon).

46Come si è visto, nel caso della figura dell’equivalenza la norma (una regola costitutiva) opera modificando l’estensione dei termini designanti le entità su cui la norma verte.

  • 23 Sul punto cfr. ora Passerini Glazel 2005: 236

47Ma io mi domando: vi sono norme nel diritto che determinano e/o modificano non soltanto l’estensione, ma l’intensione dei termini designanti le entità su cui esse vertono? Si può dire, per esempio, che le norme del diritto penale determinino l’intensione dei nomi dei singoli reati (es. “furto”)23?

  • 24 Amedo G. Conte ha chiamato “praxemi” le unità di una praxis costituita da regole eideticocostitutiv (...)
  • 25 Conte chiama «regole eidetico-costitutive» le «regole le quali sono condizione necessaria di ciò su (...)

48Sebbene a queste domande io non dia qui risposta, esibirò tre termini designanti praxemi24 la cui intensione è determinata da regole costitutive (in particolare da regole eidetico-costitutive nel senso di Amedeo G. Conte25):
(i) “arroccamento” nel gioco degli scacchi;
(ii) “calcio di rigore” nel gioco del calcio;
(iii) “touchdown” nel football americano.

2.4.2 Consideriamo l’esempio dell’arroccamento [castling, Rochade].

  • 26 Conte 1981, 1985, 2007. Cfr. inoltre Zelaniec 2007.

49Secondo Amedeo G. Conte, le regole eidetico-costitutive determinano (nel loro insieme) l’intensione dei termini designanti ciò su cui esse vertono: ossia dei termini designanti la praxis che esse costituiscono, e dei termini designanti i praxemi di questa praxis26.

50In particolare, le regole eidetico-costitutive d’una praxis determinano l’intensione dei termini designanti i praxemi della praxis che esse costituiscono. Adesempio, le regole eidetico-costitutive degli scacchi determinano l’intensione del termine “arroccamento”.

  • 27 Conte 1983; Lorini 2003

51Ciò è evidente se compariamo un praxema (come l’arroccamento) con un atto giuridico come il testamento27.

52Anche l’atto giuridico del testamento è un’entità costituita da norme: per esempio la regola dell’art. 602 c.c., secondo la quale «il testamento olografo deve essere scritto per intero, datato e sottoscritto di mano del testatore».

53Ma, mentre la regola dell’art. 602 c.c., secondo una caratterizzazione semantica,, determina l’estensione del termine “testamento” (o, più correttamente, del termine “testamento valido”), le regole eidetico-costitutive del gioco degli scacchi, determinano, nella loro totalità, l’intensione del termine “arroccamento”.

54Come scrive il filosofo polacco Czestav Znamierowski, tra i massimi fondatori dell’ontologia sociale, già nel 1924:

  • 28 Znamierowski 1924. Znamierowski è anche l’autore in cui appare per la prima volta il sintagma “on (...)

Nel gioco degli scacchi, a causa di una certa regola, delle attività psicofisiche ricevono un nuovo significato costruito dalla norma o anche da un intero insieme di regole 28.

2.4.3 Impiegando combinatoriamente il paradigma “intensione vs. estensione” sono possibili pertanto quattro casi:

  1. primo caso: la norma non determina né l’estensione né l’intensione dei termini designanti ciò su cui essa verte (figura dell’equiparazione: es. art. 4 c.p.);

  2. secondo caso: la norma determina l’estensione dei termini designanti ciò su cui essa verte (figura dell’equivalenza: es. art. 1589 Code Napoléon);

  3. terzo caso: la norma determina l’intensione dei termini designanti ciò su cui essa verte (figura del praxema: es. arroccamento nel gioco degli scacchi, calcio di rigore nel gioco del calcio, touchdown nel football americano);

  4. quarto caso: la norma determina sia l’intensione, sia lestensione dei termini designanti ciò su cui essa verte.

55Il quarto caso (la norma determina l’intensione e l’estensione del termine designante ciò su cui essa verte) è il caso più sonoro ed anche il più banale.

56Banale poiché se le norme determinano l’intensione determinano per ciò stesso l’estensione (predeterminando i possibili tokens di quel type). Determinare l’intensione implica determinare l’estensione. Ma l’inverso non vale.

3 Rappresentazione grafica della tricotomia dei figmenta

Torna su

Bibliografia

Astuti, G., 1953-1954, Promesse de vente vaut vente, “Rivista di diritto italiano”, 26-27: 245-267

Belvedere, A., 1977, Il problema delle definizioni nel Codice civile, Milano, Giuffrè

Belvedere, A., Jori, M., Lantella, L 1979, a c. di, Definizioni giuridiche e ideologie, Milano, Giuffrè

Bobbio, N., 2006, L’analogia nella logica del diritto, a c. di P. Di Lucia, Milano, Giuffrè

Carcaterra, G., 1974, Le norme costitutive, Milano, Giuffrè

Carcaterra, G., 1979,La forza costitutiva delle norme, Roma, Bulzoni

Conte, A.G., 1981, Regola costitutiva in Wittgenstein, in Uomini senza qualità. La crisi dei linguaggi nella grande Vienna, a c. di F. Castellani, Torino, U.C.T.: 51-68

Conte, A.G., 1983, Paradigmi d’analisi della regola in Wittgenstein, in Wittgenstein. Momenti di una critica del sapere, a c. di R. Egidi, Napoli, Guida: 37-82

Conte, A.G., 1985, Phénoménologie du langage déontique, in Les fondements logiques de la pensée normative, a c. di G. Kalinowski e E Selvaggi, Roma, Editrice Pontificia Università Gregoriana: 179-193

Conte, A.G., 2007, Regola costitutiva in John R. Searle, in Ricerche di filosofia del diritto, a c. di L. Passerini Glazel, Torino, Giappichelli: 69-78

Dieni, E., 2004, Finzioni canoniche. Dinamiche del “come se” tra diritto sacro e diritto profano, Milano, Giuffrè

Di Lucia, P., 1997, L’universale della promessa, Milano, Giuffrè

Di Lucia, P., 2003, Tre modelli dell’ontologia sociale, in Ontologia sociale. Potere deontico e regole costitutive, a c. di P. Di Lucia, Macerata, Quodlibet, 2005: 9-24

Ferrari, A.E, 1954, Aspetti caratteristici dell’entità giuridica, “Rivista internazionale di filosofia del diritto”, 31: 40-44

Husserl, E., 1910, Soziale Ontologie und deskriptive Soziologie, in Zur Phänomenologie der Intersubjektivität. Texte aus Nachlaß. Erster Teil: 1905-1920, a c. di I. Kern, Den Haag, Nijhoff, 1973: 102-104

Lorini, G., 2000, Dimensioni giuridiche dell’istituzionale, Padova, cedam

Lorini, G., 2003, Castling. A Philosophical Analysis [saggio inedito]

Lorini, G., 2006, Norma costruttiva ed atto thetico in Czeslaw Znamierowski, “Rivista internazionale di filosofia del diritto”, 83: 279-287

Olivari, A., 2005, Due ontologie del giuridico in Santi Romano, Macerata, cus

Pagliaro, A., 1957, La parola e l’immagine, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane

Passerini Glazel, L., 2005, La forza normativa del tipo. Pragmatica dell’atto giuridico e teoria della categorizzazione. Macerata, Quodlibet

Rawls, J., 1955, Two Concepts of Rules, “The Philosophical Review”, 64: 3-32

Reinach, A., 1913, , Die apriorischen Grundlagen des bürgerlichen Recht, “Jahrbuch für Philosophie und phänomenologische Forschung” 1: 685-847; l fondamenti a priori del diritto civile, tr. it. di D. Falcioni e con una presentazione di B. Romano, Milano, Giuffrè, 1990

Romano, S., 1918, L’ordinamento giuridico, Torino, Sansoni

Romano, S., 1947, Frammenti di un dizionario giuridico, Milano, Giuffrè, 19832

Roversi, C., 2006, La costituzione della costitutività. Per una critica delle regole eidetico-costitutive, Milano, Università degli Studi di Milano [tesi di dottorato]

Searle, J.R., 1995, The Construction of Social Reality, London, Alien Lane

Varzi, A.C., 2001, Parole, oggetti, eventi e altri argomenti di metafisica, Roma, Carocci
2005, Ontologia, Bari-Roma, Laterza

Varzi, A.C., Morena, L., 2002, Oggetti fiat, “Rivista di Estetica”, 42

Zelaniec, W., 2007, Regola costitutiva, in Ricerche di filosofia del diritto, a c. di L. Passerini, Torino, Giappichelli: 36-47

Znamierowski, C., 1924, Podstawowe pojecia teorji prawa. Układ prawny i norma prawna [Concetti fondamentali di teoria del diritto. I. Ordinamento giuridico e norma giuridica], Poznan, Fiszer i Majewski; Atti tetici e norme costruttive, tr. it. parziale di G. Lorini, in Filosofia del diritto, a c. di P. Di Lucia, Milano, Cortina, 2002: 75-80

Torna su

Note

1 Cfr. Reinach 1913: 693. Rinvio sul punto a Di Lucia 1997.

2 Cfr. Lorini 2000: 14-15. Sull’ontologia della realtà giuridica di Santi Romano cfr. Olivari 2005

3 Riformulo la distinzione tra l’ontologia degli oggetti giuridici di Reinach e l’ontologia degli enti giuridici di Santi Romano nel linguaggio della teoria degli oggetti [Gegenstandstheorie] di Alexius Meinong [1852-1920]. Mentre gli oggetti giuridici reinachiani appartengono a quegli oggetti di ordine superiore [Gegenstände höherer Ordnung] che Meinong stesso chiama “relazioni” [Relationen]; gli enti giuridici di Santi Romano sembrano appartenere a quegli oggetti di ordine superiore che Meinong stesso chiama “complessioni” [Complexionen].

4 II saggio di Reinach, Die apriorischen Grundlagen des biirgerlichen Rechtes, è considerato l’atto di nascita dell’ontologia sociale. Le origini dell’ontologia sociale sono però anteriori ad Adolf Reinach. In particolare, sono anteriori a Reinach sia il sintagma “ontologia sociale” [soziale Ontologie] sia l’idea di un’ontologia sociale. Il sintagma [soziale Ontologie\ e l’idea di elaborare una «ontologia sistematica delle datità sociali» [eine systematische Ontologie der sozialen Gegebenheiten] appaiono già ambedue nel 1910, in un manoscritto del maestro di Reinach, Edmund Husserl (1859-1938), dal titolo Soziale Ontologie und Deskriptive Soziologie. Posteriore a Reinach e, a fortiori, a Husserl è l’opera alla quale si deve la rinascita più recente dell’ontologia sociale: il libro del filosofo americano John R. Searle, The Construction of Social Reality, 1995.

5 Cfr. Reinach 1913: 691. Sono tre i principali contributi di Reinach all’ontologia sociale. Il primo è la teoria degli atti sociali [soziale Akte]. Il secondo è la teoria degli oggetti giuridici [rechtliche Gegenstände]. Il terzo è la teoria delle verità a priori che vincolano gli atti sociali [soziale Akte] ai loro prodotti [Produkte] ed ai loro oggetti [Objekte].

6 Romano 1947: 208.

7 Ibidem. La realtà giuridica descritta primariamente da Santi Romano è costituita da entità giuridiche autogene. E cruciale per l’ontologia di tali entità giuridiche autogene la loro dipendenza da un substrato materialr. nel linguaggio di Santi Romano ( 1947: 205), un ente giuridico si forma si ex novo, ma non ex nibilo: «Uno Stato, una Chiesa, una società internazionale, una famiglia, un’organizzazione sociale qualsiasi non sono che enti giuridici: il diritto certamente non li crea dal nulla, ex nibilo, ma raccogliendo, componendo assieme, ordinando i vari elementi di cui essi constano, dà vita reale ed effettiva, nel mondo giuridico, a enti che non si confondono e non si identificano con nessuno di quegli elementi, ma acquistano una propria individualità e una propria essenza».

8 La metafora più adeguata per descrivere il processo di formazione di un’entità istituzionale è la metafora del «sentiero nel bosco». Tale metafora non è però presente in Santi Romano, ma nell’opera del linguista italiano Antonino Pagliaro (1957: 79), a proposito del formarsi di «sequenze linguistiche che conseguono la validità di forme autonome». Si osservi incidentalmente che anche in Reinach gli oggetti giuridici sono caratterizzati da una propria costitutiva temporalità: essi sono, però, non il risultato di un processo, ma il prodotto di un atto intenzionale con il quale l’io si rivolge ad altri [adalterum\: l’atto sociale [soziaìer Akt]

9 Cfr. Romano 1918: 27.

10 Sul significato per l’ontologia (e la metafisica) dell’elaborazione di un catalogo universale di oggetti cfr. Varzi 2001: 13-19, 2005.

11 Romano 1947: 205. Un’analoga impresa, va ricordato, è compiuta anche dal giurista e filosofo del diritto americano Wesley Newcomb Hohfeld [1834-1919].

12 Sulle prefigurazioni dell’idea di costitutività di norme nel pensiero giuridico e filosofico rinvio a Carcaterra 1974, 1979.

13 Un terzo più celebre esempio di Searle è il seguente: «To make a promise is to undertake an obligation». La sua parafrasi nella forma standard è: «La promessa ha valore di assunzione d’un obbligo». In questa parafrasi, si noti, il termine «promessa» occupa la posizione X. Su constitutive rule in Searle cfr. Conte 2007: 69-78, e, da ultimo, Roversi 2006.

14 La fenomenologia di questa specie di norme è stata descritta e indagata da Belvedere 1977 (in particolare, alle pp. 34-37).

15 L’espressione tra parentesi quadra non ha più alcun valore, perché con l’art. 23 del Trattato di pace, ratificato nel 1947, l’Italia ha rinunciato a ogni diritto e titolo sui suoi possedimenti in Africa, mentre con il 1 luglio 1960 è venuta a cessare l’Amministrazione fiduciaria italiana sulla Somalia.

16 Già nell’art. 4 del R.D. 30 marzo 1942, n. 327 si leggeva: «Le navi italiane in alto mare e gli aeromobili italiani in luogo o spazio non soggetto alla sovranità di alcuno Stato sono considerati come territorio italiano».

17 Romano 1947: 214.

18 Ibidem.

19 Un ulteriore interessante esempio (non formulato da Santi Romano) di equiparazione è l’art. 10 della legge regionale 3 aprile 2000, n. 26: Norme in materia di animali da affezione e prevenzione del randagismo. Art. 10 (Abbandono di animali da affezione). 1. È vietato abbandonare animali da affezione di cui si abbia la proprietà o detenzione. […] 5. Sono equiparati all’abbandono, trascorsi sessanta giorni dalla notifica di avvenuto ritrovamento dell’animale da affezione, il mancato ritiro o la mancata rinuncia alla proprietà.

20 Romano 1947: 216.

21 La norma è riprodotta, come documenta Guido Astuti (1954) anche nel Codice delle Due Sicilie, nel Codice Estense, nel Codice Parmense.

22 Dal Codice di Napoleone il Grande per Regno d’Italia, Milano, Dalla Reale Stamperia, 1806.

23 Sul punto cfr. ora Passerini Glazel 2005: 236

24 Amedo G. Conte ha chiamato “praxemi” le unità di una praxis costituita da regole eideticocostitutive. (Il primo a parlare di una praxis costituita da regole, di una rule-like practice, è stato probabilmente Rawls 1955). Nel lessico di Conte sono praxemi della praxis “gioco degli scacchi”: i pezzi (es. l’alfiere), i types di mosse o “pragmemi” (es. l’arroccamento), gli status ludici (es. lo scacco).

25 Conte chiama «regole eidetico-costitutive» le «regole le quali sono condizione necessaria di ciò su cui esse vertono». Caso paradigmatico di regole eidetico-costitutive sono, secondo Conte, le regole del gioco degli scacchi.

26 Conte 1981, 1985, 2007. Cfr. inoltre Zelaniec 2007.

27 Conte 1983; Lorini 2003

28 Znamierowski 1924. Znamierowski è anche l’autore in cui appare per la prima volta il sintagma “ontologia sociale” nella lingua polacca: "ontologia spoieczna”. Cfr. Di Lucia 2003; Lorini 2006.

Torna su

Per citare questo articolo

Notizia bibliografica

Paolo Di Lucia, «Tre specie di entità giuridiche: oggetti, enti, figmenta»Rivista di estetica, 36 | 2007, 97-111.

Notizia bibliografica digitale

Paolo Di Lucia, «Tre specie di entità giuridiche: oggetti, enti, figmenta»Rivista di estetica [Online], 36 | 2007, online dal 30 novembre 2015, consultato il 18 juin 2024. URL: http://0-journals-openedition-org.catalogue.libraries.london.ac.uk/estetica/2368; DOI: https://0-doi-org.catalogue.libraries.london.ac.uk/10.4000/estetica.2368

Torna su

Autore

Paolo Di Lucia

Articoli dello stesso autore

Torna su

Diritti d’autore

CC-BY-NC-ND-4.0

Solamente il testo è utilizzabile con licenza CC BY-NC-ND 4.0. Salvo diversa indicazione, per tutti agli altri elementi (illustrazioni, allegati importati) la copia non è autorizzata ("Tutti i diritti riservati").

Torna su
Cerca su OpenEdition Search

Sarai reindirizzato su OpenEdition Search